Dopo la pandemia il sistema sanitario lusitano è rimasto privo di migliaia di medici, il governo: “pronti a intervenire”

Disagi nei pronti soccorso, tempo medio d’attesa per un paziente di circa undici ore, ammesso che abbia la fortuna di trovare il punto salute aperto. È la situazione ostica che si trova ad affrontare il Portogallo, dove decine di centri medici non riescono a tenere dietro alla richiesta del pubblico a causa di mancanza del personale. Il servizio di urgenza pediatrica di Setúbal ad esempio, a pochi chilometri da Lisbona, resterà chiuso per l’intera settimana.
Il caos è dovuto a un insieme di fattori che si sono aggregati. In primis l’emergenza del Covid-19, che ha tenuto a casa molti sanitari, combinata a un aumento della diffusione dell’influenza in tutta Europa, con almeno due mesi di anticipo sul periodo medio di riferimento. In più, come già verificatosi in altri paesi europei del Mediterraneo, scarseggiano i medici di famiglia. Nel 2022, a causa di un picco di pensionamenti tra il personale medico, sono stati un milione e 400 mila i portoghesi senza medico di famiglia, il 25% dei quali proprio nella capitale.
Il sistema ha cercato di venire incontro ai pazienti da solo, con i sanitari delle Unidades da Saude (delle specie di centri poliambulatoriali) che negli ultimi tempi hanno esteso l’orario di ricevimento del pubblico. Ma non basta; e l’influenza ha portato sempre più pressione sui pronto soccorso, già allo stremo. Il nuovo Ministro della salute, Manuel Pizarro, ha ridimensionato l’emergenza ma al contempo ha promesso nuove assunzioni a partire dell’inizio del prossimo anno.

di: Caterina Maggi

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