Sono 6 milioni i cittadini ucraini fuggiti dal Paese, oltre a 8 milioni di sfollati interni. 4.600 civili uccisi da inizio guerra, 232 i bambini

Proseguono gli attacchi in Ucraina. Le forze russe hanno attaccato e danneggiato cinque grattacieli e aree commerciali del mercato centrale di Sievierdonetsk, nella regione di Luhansk nell’Ucraina orientale. C’è un ferito, stando a quanto dichiarato dal governatore di Luhanks, Serhiy Haidai.

Secondo quanto spiega Zelensky, sotto le rovine di Desna sono stati rinvenuti 87 cadaveri.

Un autobus utilizzato per evacuare i civili è finito sotto il fuoco nemico vicino a Vrubivka nel Lugansk ma 18 persone sono riuscite a scappare. Lo riferisce il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk Serhiy Gaidai.

L’amministrazione militare dell’oblast di Sumy ha riferito di un attacco missilistico proveniente dal vicino territorio russo avvenuto questa notte. L’attacco ha colpito la cittadina di Bilopillya dove non si registrano vittime. A sua volta, l’amministrazione della regione russa di Kursk ha segnalato un attacco proveniente dal distretto ucraino di Rylsk.

Ieri sera sarebbe stato bombardato anche il distretto di Kryvyi Rih, nella regione orientale di Dnipropetrovsk. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Valentyn Reznichenko, citato dall’agenzia Ukrinform, riferisce su Telegram: «la scorsa notte c’è stato un allarme aereo senza fine. Nella maggior parte dei distretti è andato tutto bene. Nel distretto di Kryvyi Rih hanno bombardando di nuovo. Il nemico ha colpito due volte la comunità di Apostolove con (lanciamissili multipli, ndr) Uragan MLRS».

Lo Stato maggiore ucraino sostiene che “le forze armate bielorusse stanno rafforzando le loro attività di ricognizione e hanno dispiegato unità aggiuntive nell’area di confine“.

Il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andriuschenko, riferisce che la città è sotto il controllo dei militanti guidati dal leader ceceno Ramzan Kadyrov, in particolare le strade che portano a Berdyaqnsk e Zaporizhzhia.

Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato dal Guardian, ogni giorno muoiono dai 50 ai 100 ucraini sul fronte orientale della guerra, soprattutto nei pressi delle città di Severodonetsk e Lysychansk, nel Lugansk (est), una delle due regioni del Donbass.

Salgono ancora i bilanci delle vittime del conflitto in Ucraina. Ammontano a 232 i bambini uccisi, come riferisce l’ufficio del procuratore generale di Kiev, in particolare nella regione di Donetsk (145) e quella di Kiev (116). A questi si aggiungono 431 feriti.

Aumenta anche il bilancio delle perdite russe. Secondo l’ultimo bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine si tratta di 29.200 soldati russi uccisi, 1293 carri armati, 3166 mezzi corazzati, 604 sistemi d’artiglieria, 201 lanciarazzi multipli, 93 sistemi di difesa antiaerea, 204 aerei, 170 elicotteri, 2206 autoveicoli, 13 unità navali e 476 droni distrutti.

Dall’Onu arriva l’allarme sul numero di sfollati nel mondo che, dopo l’inizio del conflitto, ha superato per la prima volta quota 100 milioni. Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha dichiarato: «100 milioni di persone sono una cifra impressionante, che fa riflettere e allarma allo stesso modo. È un record che non avrebbe mai dovuto essere raggiunto. Questo dato deve servire da campanello d’allarme per risolvere e prevenire conflitti devastanti, porre fine alle persecuzioni e affrontare le cause che costringono persone innocenti a fuggire dalle loro case».

Ammonta, infatti, a 6 milioni il numero dei rifugiati fuggiti dall’Ucraina, numero a cui si aggiungono 8 milioni di sfollati interni. «La risposta internazionale alle persone in fuga dalla guerra in Ucraina è stata estremamente positiva. Abbiamo bisogno di una simile mobilitazione per tutte le crisi nel mondo – ha affermato Grandi. – Gli aiuti umanitari sono un palliativo, non una cura. Per invertire questa tendenza, l’unica risposta sono pace e stabilità in modo che persone innocenti non siano costrette a scegliere tra un pericolo estremo in patria o precaria fuga ed esilio».

L’Oms, invece, riferisce del numero di strutture sanitarie ucraine attaccate durante il conflitto: sarebbero 248 gli attacchi avvenuti, con 75 vittime e 59 feriti.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ROMAN PILIPEY