Dopo il fallimento del viaggio in Cina, il mandato dell’ex precidente cilena si concluderà ad agosto
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, non si candiderà per un secondo mandato a settembre. L’ex presidente cilena, dunque, conferma la maledizione di quella posizione così esposta a critiche e attacchi: dal 1993, anno in cui è stata istituita, nessuno ha voluto proseguire per un secondo mandato. Fa eccezione il caso di Navi Pillay che nel 2012 prorogò il suo titolo di due anni dietro richiesta dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Neanche Bachelet, vittima del regime carcerario e delle torture del regime di Pinochet negli anni ’70, sembra essere riuscita a fai coincidere le rivendicazioni democratiche occidentali con le posizioni dei regimi autoritari.
Le ong, tra cui Human Rights Watch e Amnesty International, l’hanno accusata di passività, soprattutto in merito all’ultimo viaggio in Cina, motivato dalle preoccupazioni su un presunto genocidio commesso contro gli uiguri da Pechino.
Durante la visita Bachelet non avrebbe visto nulla di sospetto dando modo, secondo chi l’accusa, a Xi Jinping di salvare la faccia.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/VALENTIN FLAURAUD