Le indagini sono scaturite dalla denuncia di un imprenditore nel settore ricettivo e della ristorazione che era stato avvicinato da alcuni esponenti della cosca

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato cinque pregiudicati con le accuse di associazione di stampo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di beni e traffico di ingenti quantità di stupefacente.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del capoluogo calabrese in seguito all’indagine coordinata dalla Dda locale.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia i cinque apparterrebbero alla storica cosca Facchinieri, un’articolazione territoriale della n’drangheta nei Comuni di Cittanova e San Giorgio Morgeto. Nell’ambito delle indagini preliminari due degli arrestati sono stati inquadrati come capi promotori del sodalizio mafioso in parola.

I Carabinieri hanno anche dato esecuzione a un’ordinanza di sequestro preventivo di una società di distribuzione dei prodotti alimentari e bevande dalla quale gli imprenditori vessati erano costretti a distribuirsi, per un valore stimato di 200mila euro.

Le indagini sono scaturite dalla denuncia di un imprenditore sangiorgese attivo nel settore ricettivo e della ristorazione che, prendendo in gestione degli esercizi pubblici, era stato avvicinato dagli indagati. Gli n’dranghetisti lo avrebbero dapprima costretto ad acquistare prodotti alimentari e bevande dalla società sequestrata, per poi costringerlo a subire anche la loro “protezione ambientale” sottoponendolo al pagamento di un pizzo e costringendolo ad assumere personale.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA