Sequenziato il virus in Portogallo, sarebbe molto simile a quello dei casi del 2018
Dall’ospedale San Donato di Arezzo arriva la conferma del quarto caso di vaiolo delle scimmie in Italia. Un uomo di 32 anni appena rientrato da un viaggio alle Canarie. Dalla nota diffusa dalla ASL Toscana Sud Est si legge che l’esame è stato effettuato dall’Istituto Spallanzani e si tratta di una persona “rientrata in Italia il 15 maggio che ha presentato rapidamente i sintomi della malattia“. Il 32enne abita da solo e non avrebbe quindi avuto contatti con i familiari, dopo essersi presentato dal medico di base è stato inviato all’ambulatorio di malattie infettive a causa “delle lesioni cutanee suggestive per l’infezione“, qui i medici si sono messi in contatto con l’Istituto Spallanzani che ha confermato “il sospetto clinico posto ad Arezzo in quanto risultavano simili a quelle dei tre pazienti da loro ricoverati, sia per l’invio dei campioni per la conferma di laboratorio“.
Nel Lazio “ci sono 15 persone in isolamento mentre i casi restano tre e si tratta di tre persone ricoverate allo Spallanzani in buone condizioni cliniche” ha spiegato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Si tratta dei contatti dei tre casi accertati, l’isolamento è simile a quello dei casi di contagiati da Covid-19, la quarantena dura 21 giorni e se dal monitoraggio non emerge l’insorgere della malattia il contatto è considerato non più a rischio.
In sostanza l’isolamento nel caso di contatti stretti con contagiati da vaiolo delle scimmie funziona come per il Covid. Il contatto stretto, al quale si risale col tracing dal contagiato, deve restare in isolamento per 21 giorni e in questo lasso di tempo è costantemente monitorato da remoto per verificare tempestivamente l’insorgenza di sintomi. Ai soggetti in isolamento è consigliato anche l’uso della mascherina. In caso di sintomi viene subito disposto il ricovero. Dopo 21 giorni il soggetto è considerato non più a rischio.
Tra il 15 e il 23 maggio, sono stati segnalati in totale 85 casi di vaiolo delle scimmie acquisiti nell’Ue in 8 Stati membri dell’Ue secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
L’Ecdc in una nota ha spiegato: «il virus del vaiolo delle scimmie può causare malattie gravi in alcuni gruppi di popolazione, come bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunosoppresse. Sono necessarie ulteriori indagini per stimare con precisione il livello di morbilità e mortalità in questo focolaio».
In Portogallo, da un team di ricercatori della Bioinformatics Unit, Department of Infectious Diseases, National Institute of Health Doutor Ricardo Jorge (INSA), è stato sequenziato il vaiolo delle scimmie. Già nel 2018 erano stati riscontrati tre casi di vaiolo delle scimmie in UK, infezione partita da una persona tornata da un viaggio in Nigeria che infettò alcuni familiari, altri casi furono poi scoperti a Singapore e Israele. Dalla sequenza emerge che il virus è molto simile a quello del 2018.
Il Dipartimento della Salute dello Stato del Florida sta analizzando un caso sospetto di vaiolo delle scimmie. Se confermato sarebbe il terzo caso americano dopo il cittadino del Massachusetts e il caso sospetto a New York. Al momento, nel Mondo i casi (tra confermati e sospetti) sono quasi un centinaio, distribuiti tra 16 Paesi.
Dal rapporto dell’Oms si legge: «sulla base delle informazioni attualmente disponibili, i casi sono stati identificati principalmente, ma non esclusivamente, tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini». Secondo il Presidente Joe Biden si tratta di «qualcosa per cui tutti dovrebbero essere preoccupati» e ha annunciato che in America si stanno effettuando ricerche per trovare un vaccino efficace. Secondo Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale USA, «abbiamo un vaccino disponibile a essere dispiegato per questo scopo».
La biologa all’Università di Padova e direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca pediatrica Città della Speranza, Antonella Viola, ha dichiarato al Corriere: «bambini e adulti nati dopo il 1981 hanno un maggior rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie, ma ancora il numero dei contagi è basso, quindi niente allarmismo. I giovani non sono vaccinati contro il vaiolo, perciò l’immunità a livello di comunità è calata, inoltre i viaggi frequenti favoriscono la circolazione del virus. Non possiamo escludere che sia mutato e sia diventato più trasmissibile per gli uomini», unendosi alle parole di Locatelli (leggi qui).
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY