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Franco Lo Sciuto critica le “intromissioni” dei media nella sfera privata del rapporto padre-figlia” e l’ex insegnante di Lorenza Alagna, che nei giorni scorsi ha rilasciato alcune dichiarazioni

Lorenza Alagna, figlia di Matteo Messina Denaro, ha deciso di non andare a trovare il boss in carcere ma “non ha mai rinnegato il padre”. A farlo sapere è il legale della 27enne, Franco Lo Sciuto, che ha chiesto ai media di non avventurarsi nella “sfera intangibile dei rapporti padre-figlia”.

«Sono state diffuse attraverso i mezzi di informazione a tiratura nazionale e di divulgazione online, sin dai giorni immediatamente successivi all’arresto e con ritmo sempre più incessante ed insistente, notizie destituite di ogni fondamento, riguardanti una presunta manifestazione di volontà da parte di Lorenza Alagna di rinnegare ogni contatto con il padre – ha scritto Lo Sciuto in una nota – Si smentisce in modo categorico tutto ciò che è stato pubblicato falsamente. Lorenza Alagna mai ha rilasciato alcuna dichiarazione che potesse indurre a ritenere la volontà di rinnegare ogni contatto con il padre a seguito dell’avvenuto arresto, con la doverosa precisazione che mai e poi mai sono intervenuti contatti con lui fin dalla nascita».

«La sfera del rapporto padre-figlia è intangibile ed insindacabile – ha proseguito l’avvocato – e, come tale, deve rimanere rigorosamente riservata. Non possono, pertanto, tollerarsi indebite intromissioni nella sfera di questi rapporti, le cui dinamiche devono restare estranee alle cronache ed alle critiche da parte di giornalisti, sociologi, opinionisti, mass-mediologi e di tutte quelle figure che, a vario titolo, dispensano sapere e giudizi sui mass-media. Ogni ulteriore intervento sul punto dovrà ritenersi indesiderato, inopportuno e fonte di sicuro turbamento per Lorenza».

Il legale critica, poi, un’ex insegnante di Alagna che nei giorni scorsi ha rilasciato dichiarazioni sulla giovane. «Si invita la solerte insegnante di letteratura italiana, che richiama con passione contatti di natura scolastica con Lorenza Alagna e con l’intera classe di liceali, limitatisi, per inciso, ad un mese di supplenza durante i cinque anni di liceo – si legge – ad astenersi dalla divulgazione di racconti e commenti in travisamento di fatti sulle testate nazionali, verosimilmente dettati dall’irrefrenabile ed incontrollabile smania di apparire sulle prime pagine dei giornali e delle tv di stato. Le indebite interferenze ad oggi rilevate, hanno persino attinto la sfera dei rapporti riguardanti il nucleo familiare costituito da Lorenza e dal di lei compagno».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA