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    Messina Denaro, chi sono i latitanti più ricercati al mondo

    Alice GemmaDi Alice GemmaGennaio 19, 2023
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    Tra questi il terroista Dawood Ibrahim, il mafioso Semion Mogilevich, il criminale Alimzhan Tokhtakhunov e il molestatore Omid Tahvili

    Dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, mafioso italiano legato a Cosa nostra, considerato tra i latitanti più pericolosi e ricercati al mondo, è naturale chiedersi chi siano i criminali più ricercati dalle forze dell’ordine internazionali. Tra questi appaiono sicuramente Dawood Ibrahim, Semion Mogilevich, Alimzhan Tokhtakhunov e Omid Tahvili.

    Dawood Ebrahim

    Dawood Ibrahim, conosciuto anche con gli pseudonimi di “Dawood Ebrahim” e “Sheikh Hassan Dawood”, è un terrorista e criminale indiano a capo dell’organizzazione D-Company, nella città di Mumbai. Al momento si trova nella lista dei ricercati dell’Interpol per crimine organizzato e contraffazione.

    Occupa la quarta posizione nella Top 10 mondiale di Forbes del 2008 riguardante i criminali più temuti ed è la 57esima persona più potente al mondo, sempre secondo la rivista.

    Ibrahim è accusato di essere a capo di un vasto impero illegale in forte espansione. Secondo le agenzie di intelligence indiane e russe, a seguito di diversi colpi, tra cui gli attentati di Bombay del 1993 e di Mumbai nel novembre 2008, organizzati e finanziati da lui stesso, è divenuto l’uomo più ricercato dell’India.

    Gli Stati Uniti, secondo i quali Ibrahim ha mantenuto stretti legami con al-Qaeda e Osama bin Laden, lo definiscono un “terrorista di pericolo globale” e nel 2003 hanno deciso di portare la questione davanti alla Nazioni Unite, nel tentativo di congelare i suoi beni in tutto il mondo e reprimere le sue operazioni. Da quel momento, l’amministrazione Bush ha imposto diverse sanzioni per il criminale ed i suoi collaboratori.

    Secondo l’Organizzazione internazionale della polizia criminale, Dawood Ibrahim è protetto dall’Inter Services Intelligence, ovvero l’intelligence pakistana, che infatti nega la sua esistenza. Assieme all’occupazione indiana del Kashmir, la questione dell’estradizione di Dawood Ibrahim è una delle principali preoccupazioni nel complicato rapporto tra India e Pakistan.

    Semion Mogilevich

    Tra i quattro latitanti citati troviamo poi Semion Mogilevich, mafioso ucraino con cittadinanza russa, israeliana, greca e ungherese, noto anche con i nomi di “Don Semyon”, “The Brainy Don” e “Billion Dollar Don”.

    È considerato il “capo dei capi” della mafia russa e uno dei più pericolosi mafiosi internazionali. Tra il 2009 e il 2015 è stato nella lista dei dieci criminali più ricercati dall’FBI, agenzia statunitense, accusandolo di frode multimilionaria, falsificazione e riciclaggio di denaro.

    Secondo i media, vive in Russia e sarebbe in rapporti con l’ex sindaco della città Jurij Michajlovič Lužkov ma anche con i capi del Servizio di sicurezza dell’Ucraina, Dmytro Firtaš e Leonid Derkač. Il russo Aleksandr Val’terovič Litvinenko ritenne, poco prima della sua morte, che il criminale sia vicino al Presidente russo, Vladimir Putin.

    Fu il principale portatore della mafia russa in Ucraina e nei primi anni Ottanta, entrò a far parte della mafia per poi tornare indipendente successivamente ad una serie di truffe a danni degli ebrei russi che decidevano di emigrare in Palestina per scappare dalle persecuzioni del regime sovietico.

    Il mafioso, originario di Kiev, è oggi uno dei principali trafficanti di droga, armi e materiale nucleare presenti nell’est Europa e il più strategico partner d’affari della mafia russa.

    Nel 1998, più di 24 anni fa, l’FBI in un rapporto lo definì “un ingranaggio importante nella macchina della Solntsevskaya” soprattutto per quanto riguarda “la creazione di canali per il riciclaggio del denaro sporco”. Ai tempi, infatti, era facile per i narcos far passare dei fondi neri in Ucraina attraverso società offshore. Per questo, gli analisti dell’agenzia governativa americana hanno riconosciuto a Mogilevich una grande abilità ad aprire e chiudere aziende con lo scopo di compiere speculazioni finanziarie.

    Alimzhan Tokhtakhunov

    Un altro tra gli individui più pericolosi del pianeta è Alimzhan Tokhtakhunov, uomo d’affari russo, sospetto criminale ed ex sportivo.

    Le accuse sono di aver avuto rapporti con la criminalità organizzata e di aver corrotto giudici di pattinaggio artistico alle Olimpiadi invernali del 2002. Si pensa che il suo soprannome sia “Taiwanchik” e che si riferisce ai suoi lineamenti del viso particolarmente asiatici.

    Anche lui, dal 2013, è ricercato dall’FBI per un abile programma di riciclaggio di denaro e proprio in quell’anno è stato incriminato presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti, distretto meridionale di New York, per il suo possibile coinvolgimento nell’organizzazione Taiwanchik-Trincher, un’organizzazione criminale i cui membri si pensa gestivano un’operazione di gioco d’azzardo internazionale illegale rivolta alle élite russe che vivono in Russia, Ucraina e altrove.

    Si suppone che Tokhtakhunov sia stato uno dei capi dell’Organizzazione e uno dei membri di un gruppo selezionato di criminali di alto livello dell’ex Unione Sovietica noti come “ladri”, i quali ricevevano tributi da altri criminali, offrivano protezione, e utilizzare le loro posizioni di autorità per risolvere le controversie tra criminali.

    Dallo scorso anno si nasconde dalla giustizia in Russia ed il Dipartimento di Stato americano offre una ricompensa fino a 4 milioni per informazioni che hanno portato alla sua condanna o arresto.

    Omid Tahvili

    L’ultimo nella lista è Omid Tahvili, un molestatore sessuale iraniano-canadese e boss di una famiglia criminale organizzata in Canada legata a diverse organizzazioni criminali internazionali. Nell’aprile 2008, Forbes.com, dopo aver conferito con le forze dell’ordine di tutto il mondo, lo ha inserito tra i dieci latitanti più ricercati sulla Terra.

    Tra le sue attività criminali ci sono spaccio di droga e frode. Dopo il suo arrivo in Canada dall’Iran nel 1994, secondo la Royal Canadian Mounted Police (RCMP), è stato fermato con suo cognato per possesso di 3 chilogrammi di cocaina, in un’operazione congiunta tra la polizia di Vancouver e l’RCMP ma è stato dichiarato non colpevole.

    Solo nel 2003, l’RCMP l’ha poi riconosciuto come capo di una delle principali organizzazioni criminali operanti da una comunità iraniana in Canada. A quel tempo, tantissimi iraniani espatriati lavoravano per lui.

    Tra il 1999 e il 2002 ha guidato un’attività fraudolenta di telemarketing che molestava persone, la maggio parte anziane, negli Stati Uniti, rubando circa 3 milioni di dollari da centinaia di vittime. Nel gennaio 2003, è stato arrestato grazie al mandato emesso dal tribunale distrettuale degli Stati Uniti, distretto centrale della California, dove è stato accusato di frode postale, frode telematica, frode di telemarketing e favoreggiamento .

    Omid Tahvili è stato arrestato nella Columbia Britannica con un mandato di estradizione ed è stato estradato negli Stati Uniti d’America dalla Corte Suprema della Columbia Britannica il 4 maggio 2007. Successivamente ha presentato ricorso, in quanto contrario al suo ordine di estradizione, alla Corte d’appello della Columbia Britannica. È poi però fuggito dalla struttura preprocessuale in cui era detenuto mentre era in attesa del suo appello.

    I precedenti criminali sono ritenuti estremamente pericolosi e le autorità internazionali stanno lavorando per catturarli e condurli di fronte alla giustizia.

    di: Alice GEMMA

    FOTO: SHUTTERSTOCK

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