L’uomo attirava le vittime sui social con false offerte di lavoro, almeno 7 gli omicidi
Sarebbe stato arrestato un presunto serial killer dalle autorità messicane. L’uomo circuiva le vittime su Facebook offrendo lavori inesistenti, le incontrava in luoghi pubblici, come dimostrato da alcuni filmati delle telecamere di sorveglianza. All’uomo sarebbero imputati almeno 7 casi di omicidi, “è un serial killer di donne” ha spiegato il segretario aggiunto per la sicurezza pubblica, Ricardo Mejia.
Il più recente, ha riferito Mejia, è il caso di una 31enne uccisa dopo essere andata a un colloquio di lavoro il mese scorso nello stato di Veracruz. La vittima, Viridiana Moreno, sarebbe andata all’hotel Bienvenido “per partecipare a un presunto colloquio di lavoro che aveva ottenuto su Facebook” ma da quel momento sarebbe scomparsa. I parenti di Moreno hanno reso pubblico il nome e organizzato delle poteste dopo la scomparsa e dopo che il corpo della giovane è stato ritrovato, in condizioni irriconoscibili, e identificato solo grazie al test del DNA.
Secondo i pm di Morelos il sospettato avrebbe ucciso anche una studentessa di 22 anni ad aprile, la giovane cercava lavoro e avrebbe incontrato l’uomo in una mensa. Il corpo è stato ritrovato tre giorni dopo, la vittima “era stata picchiata, abusata sessualmente e strangolata“. Delle potreste erano scoppiate anche a seguito di questa scomparsa. I corpi, inoltre, potrebbero essere stati smembrati dato che i pm hanno dichiarato il ritrovamento in “diversi luoghi” o in diversi sacchi di plastica.
Il sospettato, che aveva una lunga lista di pseudonimi, era un ricercato con accusa di stupro nel 2012. È stato arrestato nello stato di Queretaro e potrebbe essere coinvolto in alcuni casi anche negli stati di Queretaro e Puebla.
Come riporta il Washington Post il dramma della mancanza di lavoro in Messico è uno dei problemi per le donne, anche questa mattina le autorità hanno riferito di aver salvato due ragazzine di 13 e 14 anni attirate con offerte di lavoro false sono state trovate insieme a un sospetto rapitore nella stazione degli autobus di Città del Messico.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/Policia Militar