Si sono verificati diversi tafferugli durante la celebrazione nazionalista israeliana che ha attraversato la Città Vecchia. Fra i palestinesi feriti ci sarebbero anche persone raggiunte da colpi di arma da fuoco

L’appuntamento con la Marcia delle Bandiere a Gerusalemme ha ri-acceso la miccia nella Città Vecchia, attraversata da un corteo che dalla Porta di Damasco ha marciato per celebrare il controllo del Muro Occidentale da parte degli israeliani nella Guerra dei Sei Giorni del 1967.

Come abbiamo visto qui, la tensione era già alta in città, nella quale erano stati dispiegati oltre duemila fra agenti di polizia in tenuta antisommossa e volontari con il compito di tenere i manifestanti palestinesi lontani dal corteo.

Come previsto, si sono verificati diversi scontri fra i palestinesi e i manifestanti, gruppi ebraici per lo più nazionalisti che in alcuni casi marciavano intonando “la nazione di Israele vive” e “morte agli arabi”.

Il bilancio della giornata è stato di 79 palestinesi feriti da proiettili di gomma, granate sonore e spray al peperoncino nella sola città di Gerusalemme. Fra questi anche un manifestante che è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco e 28 persone sarebbero state portate in ospedale in seguito agli scontri con le forze di sicurezza israeliane.

Allargando il bilancio a tutta la Cisgiordania, si parla di 163 palestinesi feriti, di cui almeno 11 con ferite causate da proiettili.

La Polizia israeliana ha fatto sapere che oltre 50 persone sono state arrestate nell’ambito degli scontri e che cinque agenti sono rimasti leggermente feriti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFADI