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Il leader azzurro scende in campo. Nel programma di FI la modifica della Costituzione per il vincolo di mandato

La campagna elettorale in vista del 25 settembre entra nel vivo.

Per il centrodestra sarà Forza Italia a indicare il nome del premier. Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi durante un’intervista a Zona Bianca su Rete4.

«Sarà Forza Italia a indicare il nome del premier, perché io scendo in campo anche questa volta in una campagna elettorale, come ho fatto diverse volte, perché sento dentro forte il dovere di farlo, conto di arrivare al 20% – ha dichiarato il leader azzurro – Parleremo agli italiani che sono delusi, sfiduciati e che si sono astenuti e non sono andati a votare».

In merito alla campagna elettorale, Berlusconi ha dichiarato: «faremo una campagna elettorale in cui cercheremo di far pervenire agli italiani tutte le motivazioni che avrebbero nell’indicare noi con loro voto. Cercheremo di far capire, ma certamente ci riusciremo, che il voto non è soltanto un diritto ma è un dovere, nei confronti di tutti gli altri cittadini, nei confronti di sé stessi, dei propri figli, dei propri nipoti e quindi io immagino che noi potremmo avere un buon risultato e quindi essere anche fondamentali e protagonisti nell’indicazione del nome che il partito che avrà avuto più voti darà al Presidente della Repubblica».

Riguardo alle fuoriuscite da Forza Italia, il leader si è detto “amareggiato perché francamente non pensavo che trovassero un vantaggio ad andare altrove, non è mai successo per tutti coloro che sono usciti da Forza Italia, da Alfano a Bondi. Sono spariti e spariranno anche loro”

«I ministri di Forza Italia che sono usciti hanno fatto un grave errore – ha aggiunto – per la loro carriera politica che non ci sarà, ma hanno soprattutto tradito i loro elettori. Nel nostro programma cambieremo la Costituzione per il vincolo di mandato che sarà operativo per la prossima legislatura».

Conte: “nessuna riapertura ad alleanza con il Pd”

Dal Movimento 5 Stelle sottolineano che le parole di Giuseppe Conte non sono “in alcun modo da intendersi come una riapertura alla possibilità di una alleanza col Pd in questa campagna elettorale”.

Il riferimento è alla dichiarazione del leader pentastellato, che non aveva escluso un dialogo con il Partito Democratico.

Secondo il Movimento “Conte ha voluto semplicemente chiarire che in prospettiva futura ci potranno essere le premesse per un dialogo solo se il Pd abbandonerà l’agenda Draghi e sposerà un’agenda autenticamente sociale ed ecologica”.

di: Francesca LASI

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