La first lady sudcoreana invita i cittadini a evitare il consumo di cani, più per attenzione ai rapporti diplomatici che per la difesa degli animali
Kim Keon-hee, first lady sudcoreana, ha chiesto ai cittadini di non consumare più carne di cane.
La carne di cane è un alimento della cucina tradizionale, ma da anni è sempre più contestato in Occidente, una scelta che sta prendendo piede anche in Oriente, più per ragioni diplomatiche e di rapporti internazionali, come emerge anche dalle parole di Kim Keon-hee. La tradizione culinaria potrebbe provocare reazioni con le potenze economiche internazionale e per questo la first lady consiglia l’abbandono di questa usanza, ma ha voluto sottolineare che “non consumare carne di cane è in definitiva la maggior espressione di rispetto nei confronti del migliore amico dell’uomo e significa anche rispetto per la vita“.
Negli ultimi anni il consumo di carne di cane è andato via via scemando e nel 2021%, secondo i dati del governo, l’84% dei cittadini non ha mangiato cani. Già l’ex presidente Moon Jae-in, amante dei cani come esseri e non come pietanza, aveva esposto la volontà di bandire l’uso di carne di cane. Dagli anni ’90 una legge proibisce l’uccisione “crudele” degli animali, ma la sua attuazione ha lasciato molto a desiderare.
Intanto, dal 21 giugno nel sud della Cina si terrà il Lychee and Dog Meat Festival, 10 giorni di festival che costano la vita a 15mila cani (e gatti) ogni anno.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY