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    Home » Archivio Storico » 2022 » Kiev divide il M5S, Di Maio: “mi attaccano con odio e livore”
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    Kiev divide il M5S, Di Maio: “mi attaccano con odio e livore”

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausGiugno 17, 2022
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    I senatori pentastellati preparano una bozza in cui chiedono al premier Draghi di “promuovere un’azione diplomatica per un immediato cessate il fuoco”

    Il Movimento 5 Stelle alza ancora una volta la testa contro l’invio di nuove armi a Kiev. In serata il Consiglio nazionale del Movimento si riunirà per discutere la linea politica alla luce delle posizioni del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e dello scontro con il leader Giuseppe Conte.

    Dai vertici, tuttavia, specificano: «il Consiglio nazionale non può espellere nessuno e non espellerà certo Di Maio. Ogni espulsione ha una procedura stabilita, ma se ancora non è stato espulso Petrocelli è possibile pensare a un’espulsione del ministro degli Esteri? Certo, esiste un problema di posizionamento politico».

    Interviene anche il viceministro allo sviluppo economico e vicepresidente del M5S Alessandra Todde: se «c’è l’ipotesi di mettere in discussione il ruolo di Di Maio nel Movimento? Non è quello il punto, ma le posizioni che sta prendendo lui pubblicamente senza confronto interno. É pretestuoso dire che la nostra forza politica può costituire un problema per la sicurezza nazionale, lo trovo gravissimo e parte di un percorso che si pone in contrapposizione con linea che il M5s sta portando avanti in questo momento. Io trovo vergognoso che ieri sia stata fatta circolata una bozza vecchia che non ha niente a che fare con la base su cui stiamo discutendo. La risoluzione deve essere di maggioranza. I temi che stiamo portando avanti credo siano condivisibili con le altre forze di maggioranza, ovvero la de-escalation militare».

    Il ministro Di Maio risponde senza scrupoli con una nota: «i dirigenti della prima forza politica in Parlamento, invece di fare autocritica, decidono di fare due cose: attaccare, con odio e livore, il ministro degli Esteri e portare avanti posizioni che mettono in difficoltà il Governo in sede Ue. Un atteggiamento poco maturo che tende a creare tensioni e instabilità all’interno del Governo. Un fatto molto grave. La prossima settimana in Parlamento si voterà la risoluzione sulla posizione che il Governo porterà avanti ai tavoli europei. Da Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana ho ribadito e continuerò a ribadire che l’Italia non può permettersi di prendere posizioni contrarie ai valori Euro-Atlantici. Vengo accusato dai dirigenti della mia forza politica di essere atlantista ed europeista – aggiunge. – Lasciatemi dire che, da Ministro degli Esteri, davanti a questa terribile guerra rivendico con orgoglio di essere fortemente atlantista ed europeista. Tutti cerchiamo e vogliamo la pace. Intanto, però, Putin sta continuando a bombardare l’Ucraina, ignorando la richiesta della comunità internazionale di sedersi a un tavolo per i negoziati. Intanto l’esercito russo continua a uccidere civili innocenti e blocca i porti e l’export del grano, rischiando di causare una ulteriore guerra che, a sua volta, potrebbe generare l’aumento di nuovi flussi migratori incontrollati, anche verso il nostro Paese».

    In vista del voto di martedì dopo la comunicazioni del premier Mario Draghi sul Consiglio europeo del 23-24 giugno sull’Ucraina, i senatori pentastellati starebbero preparando la bozza di una risoluzione. Nel documento si legge: «si impegna il Governo a non procedere, stante l’attuale quadro bellico in atto, a ulteriori invii di armamenti che metterebbero a serio rischio una de-escalation del conflitto pregiudicandone una soluzione diplomatica».

    E ancora: «si impegna il Governo a promuovere, alla luce dell’attuale situazione politico-militare, nelle opportune sedi europee, il consolidamento di un’azione diplomatica europea coordinata, volta a fornire nuovo impulso alle trattative di pace tra Ucraina e Russia al fine di giungere a un immediato cessate il fuoco; promuovere per l’Unione europea il ruolo di principale attore diplomatico e di garante del supporto economico, umanitario e sanitario al popolo ucraino».

    «Il conflitto dura ormai da oltre 100 giorni – sottolinea la risoluzione – e sta assumendo sempre più le caratteristiche di una guerra di logoramento segnata dal mancato rispetto del diritto internazionale umanitario e che gli ucraini stanno combattendo per il proprio diritto all’autodeterminazione. L’Unione europea ha inviato forniture militari all’Ucraina per almeno due miliardi di euro; Stati Uniti e Regno Unito hanno inviato armi a Kiev rispettivamente per 4,6 miliardi e un miliardo di dollari e hanno già deciso ulteriori e ancor più consistenti forniture (anche di armi a lunga gittata); l’Italia, in base a quanto disposto dall’articolo 2-bis del decreto legge 25 febbraio 2022 numero 14 convertito con modificazioni dalla legge 5 aprile 2022 numero 28 recante Disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina, ha già emanato tre decreti ministeriali (decreto 2 marzo 2022, decreto 22 aprile 2022 e decreto 10 maggio 2022) che hanno previsto l’invio di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari».

    A tal riguardo così ha commentato il titolare della Farnesina: «ho letto che in questo ore c’è una parte del Movimento che ha proposto una bozza di risoluzione che ci disallinea dall’alleanza della Nato e dell’Ue, la Nato è un’alleanza difensiva, se ci disallineiamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia».

    La maggioranza tutta, intanto, continua a lavorare sulla risoluzione. I partiti sarebbero già d’accordo su cinque punti su 6, in particolare l’adesione di Kiev all’Ue, la revisione del Patto di Stabilità, gli interventi per famiglie e imprese in difficoltà per gli effetti della guerra, il RepowerEu per l’energia e il rafforzamento delle proposte sul futuro dell’Unione. Domani pomeriggio intorno alle 16 dovrebbe avere luogo la riunione tra il sottosegretario agli affari Europei Vincenzo Amendola e i rappresentanti dei partiti di maggioranza.

    di: Alessia MALCAUS

    FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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