Sono molte le sparatorie che si sono susseguite nel Paese negli ultimi giorni. Secondo un rapporto della Knesset, in Israele circolano circa 400mila armi illegali
Un uomo di 51 anni è stato ucciso a colpi di pistola ad Arara, nel nord di Israele. Secondo l’organizzazione no profit Abraham Initiatives, l’uomo è la 34esima persona di origini arabe assassinata nel Paese.
Ma sono molte le sparatorie che si sono susseguite in Israele negli ultimi giorni. Poche ore prima, due giovani di 21 e 23 anni sono stati feriti da colpi di armi da fuoco mentre si trovavano a bordo di un veicolo all’ingresso della città settentrionale di Migdal Haemek. Uno dei due versa in gravi condizioni.
Il giorno prima un 27enne è rimasto gravemente ferito in una sparatoria a Kafr Qara, nel nord del Paese, mentre venerdì scorso un 22enne è stato colpito a Majd al-Krum.
Stando a un rapporto della Knesset del 2020, in Israele circolano circa 400mila armi illegali, soprattutto nella comunità araba.
Ad aprile il notiziario di Channel 12 ha annunciato l’intenzione del primo ministro Naftali Bennett di far condurre alla polizia un’operazione su larga scala per confiscare armi illegali nella comunità araba. La polizia – si legge nel rapporto – ha, però, affermato, di non poter sostenere l’operazione perché stava già lavorando a pieno regime.
Per la crescente ondata di violenza la comunità arabo-israeliana incolpa la polizia che non sarebbe in grado di smantellare le organizzazioni criminali.
di: Francesca LASI
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