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Siamo giunti al quinto giorno di sciopero dopo la destituzione di Castillo e l’ascesa di Boluarte

È in corso il quinto giorno di sciopero in Perù dove la popolazione non si rassegna al cambio di testimone al Governo, dopo la destituzione di Pedro Castillo e l’ascesa di Dina Boluarte. La marcia nazionale sfila ancora su Lima, sotto la spinta della Confederazione generale dei lavoratori del Perù.

I militanti antigovernativi si sono radunati anche oggi alle 16 (23 ore italiane) nella Plaza Dos de Mayo per chiedere a gran voce “dimissioni del capo dello Stato, scioglimento del Parlamento e una nuova costituzione, ora!“. Migliaia di manifestanti sono accorsi da diverse regioni del Paese, da Cajamarca a Lambayeque, da Apurímac a Puno fino a Cusco.

Le proteste non riguardano solo la Capitale ma stanno paralizzando l’intero Paese: in 10 regioni peruviane ad oggi erano attivi 83 blocchi stradali come ha confermato il Sutran che sovrintende alla circolazione stradale.

Il Governo da un lato minimizza, dall’altro cede di qualche centimetro. Il ministro dell’Interno Vicente Romero ha sottolineato che i manifestanti sono “un gruppo minoritario manovrato da leader che non mostrano il loro volto“, pur ammettendo che le proteste continueranno anche nei prossimi giorni. Intanto, però, la Procura ha ordinato il rilascio di 192 dei 193 detenuti sgomberati dal campus dell’Universidad Nacional Mayor de San Marcos a Lima.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/Paolo Aguilar