Trekking in solitaria: perché viaggiare è (anche) una cosa da single e a volte le mete più distanti si raggiungono meglio con due sole gambe
“I can take myself dancing/And I can hold my own hand/Yeah, I can love me better than you can”, cantava Miley Cyrus. E nel mese che più tradizionalmente viene associato all’amore questo inno alla libertà e al rispetto per se stessi assume un’importanza nuova. Febbraio vuol dire San Valentino e San Valentino, si sa, è un tripudio di fiori, cioccolatini, dichiarazioni appassionate e viaggi fuori porta per festeggiare con il partner una ricorrenza che, benché di romantico abbia alle origini ben poco, è diventata una scusa come un’altra per dirsi “ti amo”. E chi non ha un partner? Ormai la mentalità per la quale chi non è coinvolto in una relazione romantica si vede precluse determinate attività – a partire dalle gite fuori porta, ma anche pranzi e cene al ristorante e via discorrendo – ha iniziato a sgretolarsi: secondo un sondaggio condotto da Booking.com, celebre piattaforma di prenotazione, il 63% degli italiani desidera fare una vacanza da solo, il 66% degli uomini e il 61% delle donne. Perciò quale migliore occasione di San Valentino per progettare un viaggio zaino in spalla e “portare sé stessi a ballare, tenendo la propria mano e amandosi meglio di come avrebbe potuto fare” quella persona alla quale probabilmente finiremmo per ripensare, chiusi nelle quattro mura di casa nostra davanti all’ennesimo film di Bridget Jones?
Ci sono moltissime destinazioni a cui guardare. In Italia per esempio si può scegliere di affrontare il sentiero del lago di Braies, uno dei più belli delle Dolomiti, facendo un’escursione intorno alla riva oppure dirigendo lo sguardo verso le vette più alte, da dove godere di viste spettacolari e una connessione inusuale con la montagna stessa. Ma molte sono anche le destinazioni estere, che possono diventare un punto di partenza per conoscere persone diverse, culture differenti dalla nostra e ampliare i propri orizzonti.

L’Islanda, per esempio, è uno dei luoghi più affascinanti per affrontare un trekking in solitaria: il Laugavegur Trail passa attraverso alcuni dei paesaggi più famosi di questa zona del mondo, ghiacciai, vulcani, sorgenti termali, montagne colorate, e permette di immergersi nella natura più selvaggia ma sempre in sicurezza, incontrando molti altri viaggiatori che hanno fatto la stessa scelta. Una delle cose più straordinarie del muoversi da soli, nell’opinione di chi scrive, arriva proprio dall’interazione con persone con cui, se fossimo accompagnati, non interagiremmo mai: si finisce per sentirsi più soli quando si è in gruppo rispetto a quando si può contare davvero solo sulle proprie gambe. Anche in un luogo così distante da casa.
In Asia, uno dei trekking più iconici al mondo è il Circuito dell’Annapurna, che passa attraverso paesaggi pittoreschi, antichi monasteri, viste spettacolari sulle vette himalayane. Ovviamente si tratta di un percorso che ci si gode di più quanto più tempo si ha da dedicarvi. Per il percorso completo servono due settimane: ma si può anche dividere in sezioni e tornarvi più di una volta, o scegliere una sola delle mete da raggiungere e vederla in tre giorni.

Spostiamoci oltreoceano: tra le montagne e le foreste del Perù si snoda il Cammino Inca, un percorso tra i più famosi al mondo che si può affrontare sia da soli sia – meglio ancora – con una guida locale, per un’esperienza più profonda, per scoprire tutte le antiche rovine degli Incas fino ovviamente al celebre Machu Picchu.
Risalendo verso Nord si incontra il paradiso dei Caraibi: luogo a cui si pensa per il mare e le spiagge sabbiose ma che regala grandi spettacoli anche per un tipo di viaggio più naturalistico e, sì, anche solitario. Per esempio in Guatemala, sopra la città coloniale di Antigua, uno spettacolo già di per sé, si delinea una catena di vulcani tra cui il Fuego, ancora attivo, che regala boati ed eruzioni di fumo e fuoco che sono visibili in sicurezza dalla cima del suo vicino, dormiente e pacifico, l’Acatenango, a quasi quattromila metri di altezza. Il percorso che porta fino a qui costeggia campi e foreste fino all’arrampicata finale su un cono brullo di roccia lavica. In effetti può essere un percorso molto emozionante per gli appassionati del Signore degli Anelli.
Rimanendo ai Caraibi ma spostandoci su un’isola diversa, citiamo il sentiero che si dipana dalla Dominica e arriva alle piccole comunità interne degli indigeni Kalinago: è un percorso che comprende sorgenti termali, spiagge racchiuse tra le scogliere, alberi di cannella, ma che è sconsigliato per chi mal tollera il caldo (i picchi di temperatura sono davvero significativi in questa zona) e per chi non ha una buona preparazione fisica (ci sono tanti pendii, ripidi e scivolosi, da fronteggiare).
Per chi ama le sfide comunque, il percorso giusto da affrontare potrebbe trovarsi in California: leggenda vuole che solo pochissimi viaggiatori riescano a completare la Sierra High Route, un percorso serpeggiante lungo il crinale della Sierra Nevada che attraversa campi e rocce e scende nello Yosemitee Sequoia & Kings Canyon.
Negli Stati Uniti molto rinomato è anche il Kalalau Trail, a Kauai, nelle Hawaii. Un sentiero favoloso che costeggia le scogliere a picco ricoperte di vegetazione, passa attraverso le rupi della giungla tra Ke’ e Beach e Kalalau; tra l’altro questa è una spiaggia da sogno, una piccola insenatura che è raggiungibile solo a piedi o in barca. Si possono ammirare, percorrendo il sentiero, le cascate, le ampie valli, e ci sono punti panoramici che si aprono con una meravigliosa vista sul Pacifico. Di certo però non è un percorso adatto a chi ha paura dell’altezza (o dei ragni).

Per chi al mare preferisce il backcountry e le zone meno battute, può essere una buona scelta l’Alaska: gli escursionisti più esperti possono salire in volo charter sulla parte più settentrionale delle Montagne Rocciose e da lì affrontare la natura incontaminata e selvaggia dello Stato, perché qui non ci sono sentieri pre indicati o campeggi, ma la tundra in tutto il suo gelido splendore, mandrie di caribù, ma anche orsi grizzly, e cime altissime che troneggiano su tutto il resto. Un’alternativa per chi volesse sì affrontare una cosa di questo tipo ma non con questo livello di difficoltà, potrebbe essere la Norvegia, tornando in Europa, nello specifico il Rondane National Park, luogo ideale per fare trekking tra montagne, laghi ghiacciati e natura selvaggia (ma senza orsi grizzly in agguato).
Un viaggio in solitaria regala l’opportunità di conoscersi più a fondo, di ascoltarsi di più e di vivere un’esperienza autentica, lontani non solo dalla quotidianità ma soprattutto dalle aspettative degli altri. A San Valentino e tutto l’anno.
