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    Home » Archivio Storico » 2024 » I Giochi verdi
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    I Giochi verdi

    Giulia GuidiDi Giulia GuidiGiugno 28, 2024
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    Parigi 2024 si annuncia come la prima Olimpiade in ottemperanza dell’Agenda 2020 sulla sostenibilità. L’esperto Venosi: “Una grande scommessa”

    Dal 26 luglio all’11 agosto, Parigi 2024 ha promesso di offrire Giochi spettacolari, più responsabili, più sostenibili e più inclusivi. Gli organizzatori hanno elaborato un piano all’avanguardia per dimezzare l’impronta di carbonio rispetto alle edizioni precedenti, con soluzioni innovative per energia, cibo, luoghi, trasporti e servizi digitali. È stato stabilito un bilancio del carbonio che comprende tutta la pianificazione, dalle costruzioni all’energia, ai trasporti, al catering e agli appalti.

    Mirando a una riduzione del 50% delle emissioni di carbonio rispetto alla media di Londra 2012 e Rio 2016, Parigi 2024 ha affrontato più categorie di emissioni, coprendo anche l’apporto indiretto, come i viaggi degli spettatori. Ciò significa che Parigi 2024 offrirà i primi Giochi Olimpici in linea con l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, adottato nel 2015.

    Sede per sede, gli organizzatori hanno creato una mappa dettagliata delle risorse necessarie, con l’obiettivo di minimizzarle e controllarne il ciclo di vita prima, durante e dopo la manifestazione. Dai posti a sedere per gli spettatori alle tende, ai letti, alle sedie, ai tavoli e persino alle palline da tennis: ogni risorsa è stata pianificata meticolosamente. 

    Oltre a utilizzare il 100% di energia rinnovabile, Parigi 2024 ridurrà al minimo l’uso di generatori diesel. I pochi generatori che dovranno essere utilizzati saranno alimentati da biocarburante, H2 o batterie. Tutte le sedi saranno collegate alla rete per evitare l’uso di soluzioni energetiche temporanee. Inoltre, è stata sviluppata una metodologia unica per analizzare e ridurre l’impatto dei Giochi sulla biodiversità e l’ha tradotta nella progettazione di sedi temporanee più sostenibili.

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    Ridurre, affittare e riutilizzare

    Una competizione di nuoto sincronizzato all’Olympic Aquatics Center – Ansa

    Integrata a ogni livello dell’organizzazione, la strategia di economia circolare di Parigi 2024 si basa su tre principi chiave: meno risorse, fare un uso migliore di queste risorse e garantire loro una seconda vita. Il 95% delle sedi delle competizioni saranno preesistenti o temporanee. Il resto è stato costruito utilizzando metodi di costruzione a basse emissioni di carbonio.

    L’Aquatics Centre è progettato per servire la comunità locale di Seine-Saint-Denis e si affiderà in gran parte all’energia fornita da 4.680 metri quadrati di pannelli solari installati sul tetto. Tutti i sedili del centro sono realizzati con rifiuti di plastica locale riciclati. Il legno è il cuore dell’edificio, contribuendo a ridurre le emissioni derivanti dalla costruzione. 

    Il principio di riduzione vale anche per la progettazione degli interni dei locali. Tende, sedie, computer e attrezzature sportive: gli organizzatori hanno ridotto e incoraggiato l’uso condiviso quando possibile. Questo approccio ha permesso, ad esempio, di ridurre la quantità di mobili necessari per i Giochi dagli 800.000 articoli inizialmente stimati a 600.000. Tra loro, l’“anti sex bed”, un letto con struttura in cartone (ma “più solido del legno”, dicono i produttori), già usato in Tokio 2020. In realtà, più atleti hanno smentito la pessima fama, ma ormai il nome, divenuto virale su Twitter, è rimasto. 

    Dei due milioni di attrezzature sportive, tre quarti verranno noleggiate o fornite dalle federazioni sportive. Inoltre, oltre i tre quarti degli apparecchi elettronici come schermi, computer e stampanti vengono noleggiati. Lo stesso vale per tutti gli stand, le tende ed i bungalow.

    Grazie alla loro innovativa strategia di approvvigionamento, gli organizzatori confermano che il 90% dei sei milioni di beni verrà ritirato e riutilizzato dai partner e gli organizzatori stanno ora definendo il piano di seconda vita per il restante 10% dei beni.

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    Rigenerazione

    Il cantiere del Villaggio Olimpico

    In linea con l’Agenda Olimpica 2020 del CIO, le autorità francesi mirano a sfruttare i Giochi per ottenere miglioramenti a lungo termine nelle condizioni di vita della comunità locale, in particolare nel sobborgo nordorientale di Seine-Saint-Denis. Il Centro Acquatico fornirà un centro multi-sportivo per la comunità locale, dove attualmente un bambino di 11 anni su due non sa nuotare. Comprenderà strutture per il nuoto, l’arrampicata e il fitness, nonché aree per gli sport individuali e di squadra.

    Concepito come un eco-quartiere, il Villaggio Olimpico sarà trasformato in un nuovo quartiere residenziale e commerciale, offrendo posti di lavoro per 6.000 persone e appartamenti per altre 6.000. Un quarto di queste residenze sarà riservato all’edilizia popolare, che accoglierà il 40% degli attuali residenti di Saint-Denis che ne fanno affidamento. Un altro terzo sarà affittato come alloggi a prezzi accessibili, gestiti da agenzie affiliate al governo e offerti a studenti e lavoratori a basso reddito. L’aggiunta di ristoranti, negozi e centri ricreativi ringiovanirà il distretto, dove il tasso di disoccupazione attualmente supera il 20%.

    Si prevede che l’installazione di linee elettriche sotterranee e la riqualificazione del Canal Saint Denis, che costeggia il Villaggio Olimpico, miglioreranno la qualità della vita dei residenti.

    La realizzazione di una barriera antirumore a sud dell’autostrada A86, che attraversa la periferia da est a ovest, ha lo scopo di dare sollievo ai residenti colpiti dal rumore del traffico.

    Il “cacca” gate

    La Senna – Shutterstock

    I Giochi sono anche serviti da acceleratore per pulire la Senna, con investimenti significativi stanziati per la bonifica dell’inquinamento, con l’obiettivo di consentire a tutti i parigini di godersi il fiume dal 2025 in poi. Ma non tutti sono stati d’accordo: i 1,4 miliardi di euro investiti al fine di ospitare la competizione di triathlon, hanno fatto sbottare i cittadini, che hanno lamentato la trascuratezza delle questioni sociali rilevanti e, secondo recenti analisi, le acque rimarrebbero ad ogni modo impraticabili. I risultati dei test sui campioni prelevati dalle acque della Senna hanno mostrato elevati livelli di escherichia coli, quantità oltre la norma di batteri enterococchi e acido trifluoroacetico. I cittadini hanno quindi deciso di lanciare un flashmob decisamente particolare, con l’hasthtag #JeChieDansLa SeinLe23Juin che tradotto significa «Ho ca*ato nella Senna il 23 giugno”.

    A marzo, il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato che avrebbe “nuotato nella Senna” per mostrare al mondo intero la sua sicurezza e all’iniziativa si è unita anche la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, che aveva programmato un tuffo nel fiume cittadino per il 23 giugno. Immediata l’iniziativa dei parigini, che in risposta hanno quindi lanciato un flash mob di “defecazione di massa” nella Senna per lo stesso giorno. L’appuntamento è diventato virale sul web, con tanto di hashtag #JeChieDansLa SeinLe23Juin. È stato anche creato un sito web con lo slogan: «Ci hanno immersi nella me*da, tocca a loro immergersi nella nostra me*da”.

    Il tuffo di Hidalgo, però, è stato rimandato a dopo le elezioni francesi di luglio. Anche Macron ha promesso di fare il bagno nella Senna prima dei Giochi, ma non ha detto quando. E la protesta è quindi stata rinviata a “data da destinarsi”. 

    Sostenibilità nel piatto

    Durante i Giochi Olimpici e Paralimpici, i 13 milioni di pasti previsti verranno serviti in modo più responsabile. Circa 120 organizzazioni tra cui agricoltori, produttori, ristoratori e nutrizionisti, nonché 200 atleti, sono state coinvolte nella creazione della visione alimentare di Parigi 2024.

    Tra gli altri impegni, gli organizzatori si impegnano a fornire pasti con la metà delle emissioni di carbonio di un pasto francese medio raddoppiando la percentuale di ingredienti di origine vegetale e aumentando le opzioni a base vegetale per tutti, compresi gli spettatori e la forza lavoro; l’80% degli ingredienti proviene dalla produzione agricola locale, di cui un quarto prodotto entro 250 km dalla rispettiva sede; ridurre gli sprechi alimentari stimando meglio le quantità, ridistribuendo, compostando o trasformando tutto il cibo non consumato dimezzando la plastica monouso utilizzata nella ristorazione e riutilizzando il 100 percento delle attrezzature e delle infrastrutture di ristorazione dopo i Giochi. 

    Il partner olimpico mondiale Coca-Cola installerà 700 fontanelle di acqua e soda in tutti i siti di Parigi 2024 e gli organizzatori installeranno punti di acqua potabile gratuita. Agli spettatori sarà consentito di entrare in tutte le sedi con le proprie bottiglie riutilizzabili, una notevole eccezione alle attuali normative francesi.

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    Trasporti: distanze più brevi e minori emissioni di carbonio

    Gli organizzatori hanno strutturato i Giochi per sfruttare un’ampia rete di trasporti pubblici esistente, che sarà rafforzata da oltre 400 km di nuove piste ciclabili. Oltre l’80% dei siti olimpici sono situati entro 10 km dal Villaggio Olimpico, riducendo al minimo i tempi di viaggio per gli atleti. Tutte le sedi sono raggiungibili con i mezzi pubblici. Gli operatori del trasporto pubblico prevedono di espandere i servizi di autobus, metropolitana e treni nella regione parigina del 15% rispetto al regolare traffico estivo. La flotta di veicoli destinata agli atleti e ai partecipanti accreditati includerà veicoli elettrici, ibridi e alimentati a idrogeno forniti dal partner olimpico mondiale Toyota. Nel tentativo di ridurre ulteriormente l’impatto, la flotta utilizzata sarà ottimizzata, con circa il 40% in meno di veicoli rispetto ai Giochi precedenti.

    Erasmo Venosi – foto Venosi

    «L’emergenza primaria dell’Umanità è l’aumento del riscaldamento globale indotto per quattro quinti dalla combustione di fonti fossili ( carbone, petrolio  metano). La Terra ha superato  1°C di aumento della temperatura media globale, e il rischio è che  potrebbe aver abbandonato per sempre una “condizione climatica sicura” – spiega Erasmo Venosi, fisico, con un lungo curriculum di partecipazioni a Commissioni parlamentari italiane ed europee per l’Ambiente – A sostenerlo, dopo un’attenta analisi dello ‘stato di salute’ del pianeta e delle proiezioni climatiche per il prossimo futuro, è un gruppo internazionale dello Stockholm Resilience Centre, e composto da autorevolissimi scienziati del clima, che hanno elaborato concetti fondamentali per la scienza del clima come quelli di ‘limiti planetari’ e di ‘punti di non ritornò (tipping points). Uno studio pubblicato su  Science, questi  ricercatori presentano i risultati di una nuova valutazione di tutti i tipping points studiati finora  e degli impatti attesi per il loro superamento».

    Quali sono le previsioni scientifiche?

    «Usando dati provenienti dalle discipline più diverse, come lo studio dei sistemi non lineari, la paleoclimatologia e i modelli di funzionamento del sistema Terra, gli studiosi hanno raggiunto la preoccupante conclusione che  a 1,5°C di riscaldamento globale, ben cinque tipping points potrebbero essere superati. Tra i tipping points citati troviamo  la copertura glaciale della Groenlandia e delle aree orientali e occidentali dell’Antartide, i ghiacci marini della regione artica, il fenomeno del capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC, un flusso di correnti oceaniche di cui fa parte anche la corrente del Golfo), i monsoni dell’India e dell’Africa occidentale, la foresta amazzonica e quella boreale, il permafrost e la barriera corallina».

    Cosa ne pensi dell’ambizioso progetto green di Parigi 2024?

    «Guidata dai principi di moderazione e di  innovazione, Parigi 2024 rappresenta il tentativo di dimostrare  che esiste un altro modello in grado di scongiurare il rischio climatico se applicato su scala vasta. Inoltre nella strategia proclima hanno pensato di realizzare progetti compensativi delle emissioni e portatori di benefici ambientali ( alberi da piantare, energia elettrica da vento sole, moto ondoso, da fonte idrica). La Francia, come tutti i paesi del Mondo, è legata agli Accordi di Parigi del 2015, che consistono nel mantenere gli incrementi di temperatura globale entro i due gradi centigradi rispetto a quella esistente prima della rivoluzione industriale. Inoltre la UE ha due obiettivi il Fit  for 55, ovvero taglio delle emissioni del 55% (rispetto al 1990) entro il 2030 ed “ emissioni zero” entro il 2050 che vuol dire emissioni pari agli assorbimenti fatti da oceano, atmosfera e copertura verde globale».

    Funzionerà?

    «Le organizzazioni ambientaliste contestano agli organizzatori di aver mutato strategia dal carbon neutral alla strategia più realistica di dimezzamento delle emissioni di CO2 rispetto a Rio 2016. Il limite quantitativo fissato è pari a un milione e mezzo di tonnellate di CO2. Una grande scommessa che potrà realizzarsi se si evitando le furbizie di progetti classificabili come greenwashing».

    Non a tutti piace verde

    Secondo l’Associated Press, il Team USA porterà i propri condizionatori a Parigi per supportare i propri atleti nel Villaggio, in violazione del piano ambientale. Parlando ai media, l’amministratore delegato delle Olimpiadi e Paralimpiadi statunitensi Sarah Hirshland ha affermato che, pur apprezzando gli sforzi della città per aiutare l’ambiente, un’adeguata aria condizionata è vista come “una priorità molto alta” per gli atleti in quanto “componente fondamentale nella loro capacità di prestazione“. «Come potete immaginare, questo è un periodo di tempo in cui la coerenza e la prevedibilità sono fondamentali per le prestazioni del Team USA – ha affermato Hirshland – Nelle nostre conversazioni con gli atleti, questa era una priorità molto alta e qualcosa che gli atleti ritenevano fosse una componente fondamentale per le loro capacità prestazionali».

    Ma non sono solo gli Stati Uniti, che hanno il più grande contingente di atleti che partecipano ai giochi, a pianificare di portare i propri condizionatori d’aria. Secondo il rapporto, anche Germania, Australia, Italia, Canada e Gran Bretagna hanno deciso di portare le proprie unità AC. Tuttavia, le previsioni parlano sì di un caldo estivo, ma con un massimo di 26°, quindi non certo torrido. 

    La barriera corallina

    World Surf League in Polynesia francese

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    Di tutte le decisioni prese dagli organizzatori delle Olimpiadi di Parigi su dove ospitare ogni sport, quella che ha provocato le reazioni più forti è stato l’invio delle gare di surf dall’altra parte del mondo, nelle acque del Pacifico di Tahiti. Residenti e ambientalisti si sono scagliati contro la costruzione di una nuova torre panoramica sulla barriera corallina di Teahupo’o per paura che possa danneggiare la vita marina. Ma, secondo gli organizzatori, la barriera è troppo lontana dalla costa perché gli appassionati possano vedere chiaramente l’azione dalla spiaggia, quindi gli organizzatori affermano di aver calcolato che la maggior parte guarderebbe le gare in televisione invece di prendere l’aereo, una delle principali fonti di emissioni di carbonio.

    Si aspettano circa 1.300 persone con accreditamento olimpico sull’isola, di cui 500 in volo. Quel totale, probabilmente molto inferiore rispetto a quello che si avrebbe se la competizione si svolgesse al largo delle coste francesi, comprende surfisti, giudici, giornalisti e addetti ai giochi. E meno spettatori, hanno detto, richiederebbero poche nuove costruzioni, un’altra fonte chiave di emissioni. 

    Ma l’incapacità di controllare il modo in cui le persone raggiungono le Olimpiadi o altri grandi eventi solleva interrogativi sulla possibilità che l’umanità possa permettersi tali incontri, a costo di ulteriori danni climatici. «Forse cose come le Olimpiadi devono essere riconsiderate – ha affermato Seth Warren Rose dell’Eneref Institute, un gruppo di difesa e ricerca focalizzato sullo sviluppo sostenibile – Avere milioni di persone riunite in un’unica area è una cosa molto impegnativa».

    Il greenwashing

    I critici hanno anche messo in dubbio alcuni sponsor. Air France, l’operatore portuale CMA CGM Group e il colosso dei metalli ArcelorMittal sono leader nelle industrie ad alta intensità di carbonio. Sui loro siti web, tutti pubblicizzano la loro sponsorizzazione olimpica e gli sforzi per la sostenibilità. The Upright Project, una società finlandese che crea e analizza dati per valutare l’impatto delle aziende sul mondo, ha esaminato gli sponsor, assegnando punteggi per gli impatti positivi e negativi su ambiente, salute, lavoro e altri parametri. Sul fronte ambientale, le emissioni degli sponsor hanno avuto un impatto negativo complessivo sei volte maggiore della media.

    «Trovo estremamente dannoso l’attuale discorso sulla sostenibilità, in cui celebriamo effettivamente le minuscole modifiche apportate dalle aziende in materia di sostenibilità e gli sforzi di greenwashing come se effettivamente facessero la differenza per il cambiamento climatico – ha affermato Annu Nieminen di Upright Project in una nota – Se gli sponsor di Parigi 2024 vengono celebrati dagli organizzatori per la loro “sostenibilità”, ciò contribuisce allo stesso discorso tossico».  In una dichiarazione, gli organizzatori hanno risposto che i Giochi hanno rappresentato «un’opportunità unica per incoraggiare le aziende partner ad adottare pratiche più responsabili».

    Per le emissioni che non può ridurre, Parigi prevede di compensare: piantare alberi, ad esempio, potrebbe aiutare a eliminare la CO2 dall’atmosfera immessa dai Giochi. Ma i mercati di compensazione non sono ben regolamentati e le indagini delle testate giornalistiche hanno scoperto che alcuni progetti erano fraudolenti mentre altri avevano calcolato male la quantità di emissioni catturate.

    Parigi 2024 nasce sotto il mantra che “la sostenibilità è uno sport collettivo”. Sarà tutto perfetto? Non è possibile dirlo, ma, al netto di greenwashing e di qualche soluzione “furbetta”, si può sicuramente affermare che l’organizzazione dei prossimi Giochi costituirà un pietra miliare per l’organizzazione di grandi eventi con il minor impatto ambientale possibile. Mondiali USA 2026 prendano nota. 

    di: Giulia GUIDI

    FOTO: ANSA/SHUTTERSTOCK

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