Il ministro dell’Economia russo: “Paese rischia un calo dell’occupazione”. Lavrov in visita in Serbia il 6 e 7 giugno
Secondo il vicepresidente del consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev, per evitare una crisi alimentare globale devono essere revocate le sanzioni imposte dall’Occidente a Mosca. «Il tentativo occidentale di incolpare la Russia per la crisi alimentare globale è una bugia – ha detto Medvedev. – Per migliorare la sicurezza alimentare in tutto il mondo, per ottimizzare la situazione alimentare, dobbiamo rinunciare alle sanzioni reciproche».
Di diverso avviso gli Stati Uniti che hanno annunciato un nuovo round di sanzioni contro Mosca che vanno a colpire dirigenti governativi, oligarchi e società legate a Vladimir Putin e a settori chiave dell’economia russa, oltre a limitare ulteriormente l’accesso dell’esercito del Cremlino alla tecnologia Usa. Tra i nuovi colpiti ci sono la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova, l’oligarca Alexiei Mordashov con i suoi famigliari e le sue società, una delle quali leader nella produzione di acciaio. Colpito anche l’oligarca immobiliarista God Nisanov, legato strettamente ai dirigenti russi.
Il Consiglio Ue ha formalmente adottato il sesto pacchetto di sanzioni che entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta europea. Sullo stop al petrolio russo sono previste delle deroghe per Ungheria, Bulgaria e Croazia. Stop a trasmissioni tre canali tra cui Russia24.
Intanto il ministro dell’Economia russo Maxim Reshetnikov ha dichiarato che il Paese rischia di subire una riduzione dei posti di lavoro e un calo degli investimenti a causa delle sanzioni occidentali. «La disoccupazione è del 4% ma questa situazione non deve ingannare perché una crisi prolungata della domanda potrebbe portare a una riduzione dell’occupazione. Ci sono dei rischi».
Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov sarà in visita in Serbia il 6 e 7 giugno. Lavrov avrà colloqui con il presidente serbo Aleksandar Vucic, con il collega ministro degli esteri Nikola Selakovic, con il presidente del parlamento Ivica Dacic e con il patriarca serbo ortodosso Porfirije. I temi in agenda la collaborazione bilaterale tra Mosca e Belgrado, la situazione nei balcani e le principali questioni dell’attualità internazionale.
di: Micaela FERRARO
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