Bakhmut

Il presidente è però restio ad abbandonare il fronte occidentale, intenzionato a riconquistare l’intero Donbass

Mentre Kiev è travolta dal terremoto politico che ha portato alle dimissioni dei vertici, militari e non, coinvolti in uno scandalo di corruzione, non c’è pace neanche vicino al confine orientale, in particolare a Bakhmut dove l’offensiva si protrae brutalmente da 6 mesi. A tal proposito, alcuni funzionari statunitensi e occidentali starebbero esortando Zelensky a ripensare la propria tattica, spostando i rinforzi da Bakhmut verso il sud del Paese in difesa di una potenziale offensiva. Un invito, insomma, ad arretrare dinnanzi ad un’offensiva che sta devastando il territorio.

Sarebbero stati il vice consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jon Finer, il vice segretario di Stato Usa Wendy Sherman e il sottosegretario alla Difesa Colin Kahl ad esortare Zelensky a rinunciare alla guerra di logoramento fuori Bakhmut per concentrarsi su una strategia di guerra meccanizzata fatta di movimenti rapidi e imprevisti contro la Russia. I veicoli corazzati in arrivo dagli alleati occidentali avrebbero proprio questo scopo.

Sembra, comunque, che Zelensky sia restio ad abbandonare il fronte di Bakhmut, considerato un avamposto strategico per riprendere il controllo dell’intera regione del Donbass oltre che simbolico baluardo della resistenza ucraina.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/OLEG PETRASYUK