Luogo: Golfo Persico
Resta alta la tensione tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz. Teheran ribadisce che il passaggio marittimo non verrà riaperto fino a quando Washington non cambierà atteggiamento, mentre l’amministrazione Trump prepara una nuova offensiva economica contro l’Iran.
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ha dichiarato alla televisione di Stato che lo Stretto di Hormuz «è chiuso» e che non sarà riaperto fino a quando gli Stati Uniti non cambieranno il proprio comportamento e rispetteranno gli impegni assunti. Secondo Rezaei, Washington dovrebbe compiere prima «azioni concrete».
Trump torna a rivendicare lo Stretto di Hormuz
Le dichiarazioni iraniane arrivano mentre Donald Trump continua a rivendicare il controllo statunitense sullo Stretto. Il presidente americano ha nuovamente condiviso su Truth Social una mappa nella quale il passaggio viene indicato come «nuovo territorio americano». La stessa immagine era già stata pubblicata il 18 agosto, mentre tre giorni prima Trump aveva avanzato pubblicamente l’ipotesi di considerare lo Stretto territorio degli Stati Uniti.
Teheran rivendica invece il controllo dell’area e lega la riapertura del passaggio a un cambiamento della posizione americana. Il confronto sullo Stretto rappresenta uno dei principali nodi ancora irrisolti nei rapporti tra i due Paesi.
A giugno Stati Uniti e Iran avevano firmato un memorandum d’intesa con l’obiettivo di porre fine alla guerra e aprire la strada a un accordo più ampio. Il percorso si è successivamente arenato anche a causa delle divergenze sulle modalità di attuazione e sulla navigazione nello Stretto. I colloqui che coinvolgono Iran e Oman per regolamentare il traffico marittimo non hanno finora prodotto un accordo definitivo.
Gli Stati Uniti annunciano una nuova offensiva economica
Nelle ultime ore al confronto sul controllo di Hormuz si è aggiunto un nuovo elemento. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato l’avvio di quella che ha definito una fase decisiva della pressione economica sull’Iran.
In un’intervista al Financial Times, Bessent ha parlato di un «D-Day economico» e della più grande offensiva finanziaria mai intrapresa contro un avversario. Il segretario al Tesoro ha anticipato che nelle prossime ore saranno illustrati i dettagli delle nuove misure con cui Washington punta a isolare ulteriormente Teheran e a interrompere i suoi restanti rapporti economici e finanziari internazionali.
Il messaggio americano si accompagna alle minacce arrivate da Teheran. Rezaei ha avvertito i Paesi che dovessero aderire alle misure economiche statunitensi, sostenendo che l’Iran considererà ostili gli Stati che parteciperanno alle restrizioni contro il Paese.
Perché lo Stretto di Hormuz è così importante
Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico al Golfo di Oman ed è uno dei passaggi marittimi strategicamente più importanti al mondo. Prima dell’inizio della guerra, attraverso questo corridoio transitava circa un quinto delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto.
La situazione continua quindi a essere osservata con attenzione anche dai mercati. Questa mattina il petrolio ha aperto la settimana in calo: il WTI è sceso dell’1,67% a 85,61 dollari al barile, mentre il Brent ha registrato una flessione dell’1,39% a 93,08 dollari. La crisi tra Stati Uniti e Iran e l’incertezza sulla riapertura dello Stretto restano tra i principali fattori geopolitici monitorati dagli investitori.
La partita intorno a Hormuz non riguarda dunque soltanto il confronto politico e militare tra Washington e Teheran. Dalla possibilità di riaprire stabilmente il passaggio dipendono anche una parte significativa dei flussi energetici mondiali e, di conseguenza, gli equilibri dei mercati internazionali.
Fonti consultate
- Euronews
- ANSA
- Financial Times
Articolo realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale a partire dalle fonti indicate e sottoposto a revisione e verifica editoriale prima della pubblicazione. Immagine di copertina generata con Intelligenza Artificiale a scopo illustrativo.

