Anche Oltralpe i cittadini sono chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento. La sfida è fra i centristi di Macron e la sinistra che per la prima volta si è presentata unita. Preoccupano le previsioni sull’astensionismo

Non solo Italia: in questa domenica elettorale i seggi sono aperti anche in Francia che, dopo la tornata delle presidenziali, torna alle urne per le elezioni legislative che rinnoveranno il Parlamento.

La sfida è un testa a testa fra Macron, il presidente neo-eletto a caccia di una nuova e solida maggioranza per portare avanti le sue riforme nella coalizione centrista guidata da Renaissance (già En Marche), e il fronte della sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon.

È la prima volta in 25 anni infatti che la gauche francese si riunisce sotto un’unica egida che ha raccolto i principali partiti, dagli ambientalisti ai comunisti ai socialisti, France Insoumise compresa: una coalizione che oggi sarà il principale ostacolo di Macron, secondo i sondaggisti più del terzo polo che è quello della destra capeggiato dal Rassemblement National di Le Pen.

Secondo le ultime rilevazioni Ipsos la coalizione guidata da Macron dovrebbe ottenere il 28% delle preferenze, a fronte del 27% conquistato dal polo di sinistra.

Un altro dato già emerso dai sondaggi e confermato dalla prima rilevazione della giornata è il tasso di astensionismo che oggi potrebbe toccare uno storico record. Alle 12 aveva votato il 18,43% dell’elettorato, meno di quanto si registrò alla stessa ora nel 2017 quando si toccò il minimo storico di affluenza (19,24%).

I seggi chiuderanno alle 18 in tutta la Francia, con qualche eccezione nei centri metropolitani più popolosi dove si potrà votare fino alle 20.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MOHAMMED BADRA