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Lo disegnò Coco Chanel nel 1926

Beyond the Little Black Dress, una mostra al National Museum of Scotland, si aprirà sabato 1 luglio ad Edimburgo per riunire più di 60 look di collezionisti e designer di tutto il mondo con lo scopo di mostrare come è stato immortalato il tubino nero attraverso il cinema e la tv apparendo come una indumento sempre presente in passerella ed essendo celebrato da molte donne come un “eroe del guardaroba”.

La principale curatrice, Georgina Ripley, dice che l’abito può essere usato per mostrare più di 100 anni di cambiamento sociale. Ripley non è stato capace di rintracciare chi ha dato per primo il soprannome LBD. 

«Non volevamo mostrare solo abitini neri letterali. Fin dall’inizio, molti di loro hanno attraversato i confini, come la mascolinità e la femminilità. Altri camminano su una linea sottile tra rispetto e ribellione. Volevamo sfidare lo spettatore», ha detto Ripley.

Come e quando è nato?

Venne disegnato da Coco Chanel nel 1926 e fu descritto all’epoca da Vogue come “l’abito che tutto il mondo indosserà”. Prima di quel momento c’erano abiti neri ma erano principalmente indossati dai domestici come modo per distinguerli dalla padrona di casa.

Chanel prese spunto dalle classi lavoratrici e anche dall’abbigliamento maschile creando una silhouette più androgina e un orlo più corto e quindi mostrando una modernizzazione nell’abbigliamento femminile notevole.

Chanel ha utilizzato tessuti di seta costosi per trasformare quello che una volta era un capo semplice ed economico di abbigliamento della classe operaia in un simbolo ambizioso di haute couture.

La mostra ha anche la volontà di mostrare l’associazione erotica e provocatoria del nero. Un abito ispirato al bondage della collezione Miss S&M di Gianni Versace del 1992 è accostato all’abito in lattice Hellbound di Christopher Kane per generare una discussione sull’emancipazione sessuale.

Ripley dice che voleva presentare ai visitatori abiti con cui non avrebbero familiarità.  c’è un abito McQueen trasparente indossato dal personaggio di Jodie Comer Villanelle in Killing Eve e un abito fluttuante di Christian Siriano indossato dalla star di Queer Eye Jonathan Van Ness.

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK