Mario Bo, ex dirigente della Squadra mobile di Trieste, è imputato insieme ai colleghi Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo con l’accusa di concorso in calunnia aggravata
Questa mattina si è tenuta l’udienza del processo sul depistaggio sulla strage di via D’Amelio. Mario Bo, ex dirigente della Squadra mobile di Trieste che siede al banco degli imputati, ha reso davanti al Tribunale di Caltanissetta delle dichiarazioni spontanee, nelle quale si è detto “assolutamente estraneo ai fatti che mi vengono contestati in questo processo, che già mi ha procurato non pochi danni fisici e morali.
«La mia unica responsabilità, se tale si può considerare, è di avere sempre svolto i miei doveri istituzionali con la massima dedizione e con la piena osservanza delle leggi“.
Per Bo la Procura ha chiesto una condanna a 11 anni e 10 mesi con l’accusa di concorso in calunnia, aggravata dall’aver favorito l’organizzazione criminale mafiosa Cosa Nostra. Insieme all’ex dirigente sono imputati anche i suoi colleghi Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, per i quali è stata chiesta una condanna a 9 anni e 6 mesi.
Il processo è stato rinviato a mercoledì quando inizierà l’arringa difensiva di Giuseppe Panepinto, legale di Mario Bo.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MANIACI