Dombrovskis: “continuare a fornire orientamenti di bilancio per gli stati membri”

Deciso dalla Commissione europea, il Patto di stabilità e crescita rimane bloccato per tutto il 2023. La decisione deriva da “incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Ucraina, gli aumenti senza precedenti dei prezzi dell’energia e le continue perturbazioni della catena di approvvigionamento giustificano l’estensione della clausola di salvaguardia generale“.

La sospensione degli obblighi non deve però, precisa la Commissione, essere intesa come un “liberi tutti”, i Paesi con un forte debito pubblico come l’Italia devono limitare la spesa, tagliare le tasse sul lavoro e aumentare l’efficienza del sistema.

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, nella presentazione alla stampa del pacchetto di primavera ha dichiarato: «la clausola di salvaguardia generale non sospende le norme di bilancio dell’Unione europea e non sospende il patto di stabilità e di crescita quindi bisognerà continuare a fornire orientamenti di bilancio per gli stati membri».

«L’Italia – ha ribadito la Commissione – sta vivendo squilibri eccessivi. Le vulnerabilità riguardano l’elevato debito pubblico e la debole crescita della produttività, in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e alcune debolezze dei mercati finanziari, che hanno rilevanza transfrontaliera».

Con l’attivazione della clausola salvaguardia generale anche nel 2023 sarà garantito “lo spazio affinché la politica di bilancio nazionale reagisca prontamente quando necessario, garantendo nel contempo una transizione graduale dal sostegno ampio all’economia attuato” scrive la Commissione.

Nell’ambito delle raccomandazioni specifiche per l’Italia, la Commissione europea ha poi fatto riferimento alla riforma del catasto in discussione. «I valori catastali che servono da base per calcolare l’imposta sul patrimonio sono largamente antiquati» evidenzia la Commissione, secondo cui Roma non sfrutterebbe abbastanza fonti di ricavo “meno dannose alla crescita” rispetto al cuneo fiscale sul lavoro “molto elevato“.

Il riferimento quindi è anche alle agevolazioni fiscali, alte per “numero” e “ampiezza” e che andrebbero ottimizzate. Inoltre, nonostante il gettito “relativamente elevato” delle tasse sull’energia, la loro composizione “non promuove a sufficienza la transizione a tecnologie più pulite, a causa anche dell’uso estensivo di sussidi dannosi all’ambiente”.

La Commissione auspica che nel medio-lungo termine l’Italia proceda verso un “sistema tributario più favorevole alla crescita e più efficiente contribuirebbe a ridurre l’elevato debito pubblico, aiuterebbe la crescita della produttività e sosterrebbe la creazione di occupazione, in particolare per le donne“.

Immediata la replica contrariata di Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia «finisce la pandemia e la Commissione europea torna a riproporre la sua ‘raccomandazione’ all’Italia di aggiornare il catasto per aumentare le tasse sulla casa – afferma. – È sconcertante, e il fatto che qualcuno già parli di ‘assist’ nei confronti di Palazzo Chigi è significativo».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/STEPHANIE LECOCQ