Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Le parole che non riusciamo a dire

    Settembre 20, 2026

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2025 » Come una fenice
    Archivio

    Come una fenice

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroMarzo 6, 2025
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    La cattedrale di Notre Dame a Parigi è rinata dalle proprie ceneri e a Natale, per la prima volta dal 2019, ha riaperto le porte ai fedeli di tutto il mondo

    “E tutti lo sanno il segreto è nel lento pulsar delle campane a Notre Dame”. Lo rivelava già il classico senza tempo firmato Disney che racconta la storia di Quasimodo ed è apparso quanto mai chiaro alla fine del 2024, quando i solenni rintocchi di “Emmanuel”, la campana più importante della cattedrale simbolo della Francia, hanno inaugurato la riapertura delle porte di Notre Dame dopo il devastante incendio del 15 aprile 2019 che l’aveva parzialmente distrutta. “Notre Dame, apri le tue porte”, ha detto solennemente l’arcivescovo di Parigi, Laurent Ulrich, battendo con il bastone pastorale davanti alle nuove porte del gioiello gotico vecchio di 800 anni, cuore pulsante della capitale francese; e Notre Dame ha risposto al richiamo di quell’oggetto realizzato con un pezzo di legno scampato all’incendio. È una storia di simbolismo, di forte evocazione, di sentimentalismo anche e forse più di quanto non sia una storia di religione e di amore per l’arte, per il patrimonio artistico di una città senza tempo com’è Parigi.

    Le immagini dell’incendio che ha devastato la cattedrale sono ben impresse nella memoria collettiva occidentale: nella notte tra il 15 e il 16 aprile del 2019 le fiamme si sono alzate alte intorno alle imponenti mura di Notre Dame, sull’Ile de la Cité. Un rogo difficile da sedare che ha distrutto i due terzi del tetto e fatto collassare l’imponente guglia centrale, danneggiato le vetrate e messo a repentaglio l’intera struttura: ci sono volute 15 ore di lavoro e l’intervento di 400 vigili del fuoco per sedare le fiamme. L’origine del disastro è ancora oggi incerta: è stata scartata la pista di origine dolosa o criminale ma le ipotesi più accreditate parlano di una sigaretta lasciata o dimenticata accesa oppure di un guasto elettrico che ha causato un corto circuito. C’era un cantiere, a Notre Dame, quando il rogo è esploso: impalcature che hanno aiutato la propagazione delle fiamme e hanno reso più difficile l’intervento dei pompieri. Una tragedia, quella della cattedrale simbolo di Parigi, divenuta collettiva: il giorno dopo i giornali di tutto il mondo testimoniavano l’impatto emotivo e simbolico del dramma con titoli come “Notre Drame”, “Notre-Dame non c’è più”, “Parigi, un colpo al cuore”, “In lacrime per Notre Dame”, e sui social circolavano non solo le foto della cattedrale in fiamme ma anche ricostruzioni con protagonista il già citato Quasimodo della Disney, in lacrime per la perdita della sua casa, con le fiamme avviluppate intorno alle campane che hanno fatto la storia.

    La notte tra il 15 e il 16 aprile del 2019 quando le fiamme distrussero la cattedrale di Notre Dame. Crediti: EPA-EFE/IAN LANGSDON

    Il sentimento collettivo non dovrebbe sorprendere: Notre Dame non è solo il simbolo nazionale della Francia ma anche uno dei luoghi più importanti della cristianità. È stata sfondo e teatro di momenti storici irripetibili, cruciali nella storia del Paese e dell’Europa, ha assistito all’incoronazione di re e imperatori, segnato l’evoluzione dell’architettura religiosa; qui è stata convocata la Terza Crociata, Enrico VI d’Inghilterra è stato incoronato re di Francia, Giovanna d’Arco è stata processata e Napoleone si è autoincoronato. Tra le sue pareti è stata celebrata la riconquista di Parigi dall’Inghilterra a opera di Carlo VII e poi Enrico IV, sempre qui è stata annunciata la liberazione dai nazisti e la vittoria della Seconda Guerra Mondiale. In questa navata sono stati celebrati i funerali dell’ex presidente Charles de Gaulle, e quelli delle vittime degli attentati del 13 novembre del 2015. È un luogo sacro per più di una ragione: non solo perché vi è conservata una delle reliquie più venerate dai cattolici, la Corona di spine, conservata nella cappella della Madonna dei Sette Dolori da quando è stata donata da Baldovino II, imperatore di Costantinopoli, a re Luigi IX; ma anche perché la cattedrale ha assistito a così tanta Storia che il tempo sembra essersi impresso sulle sue pareti e, nel visitarla, si ha inevitabilmente la sensazione di trovarsi al cospetto di un passato di cui è bene avere rispetto, di cui è bene provar soggezione.

    Notre Dame è stata costruita nel Medioevo, tra il 1163 e il 1250, per volere del vescovo di Parigi, Maurice de Sully, che aveva ordinato la costruzione di una chiesa con pianta a croce latina e due torri campanarie per accogliere una popolazione che si faceva sempre più numerosa. Durante i lavori di restauro a seguito dell’incendio del 2019 si è scoperto che i materiali di costruzione impiegati in fase di progettazione erano estremamente all’avanguardia per l’epoca; la cattedrale fu la prima in stile gotico a essere progettata con rinforzi in ferro per tenere insieme le pietre: un’impresa davvero eccezionale. Quando nel 1250 il progetto venne ultimato, Notre Dame era l’edificio più alto che fosse mai stato eretto, con i suoi 32 metri di altezza. L’altare maggiore fu consacrato nel 1182 ma per il coro, la facciata ovest e la navata principale ci volle il 1250. E un altro centinaio d’anni servì per ultimare portici, decorazioni e cappelle. Tutta la costruzione era una grande novità per l’epoca, non solo per l’altezza, come abbiamo già visto, ma proprio per il suo disegno: la parola “gotico”, “dei goti”, coniata nel Rinascimento, veniva usata in senso dispregiativo all’epoca, per indicare tutto ciò che era “barbarico”, non “classico”. Eppure era fortemente innovativo: illuminava l’interno delle chiese grazie alle grandi vetrate dipinte, inseriva le volte a crociera, gli archi rampanti, i cosiddetti “costoloni” che sarebbero diventati poi simboli importanti per la storia dell’arte mondiale. Comunque, seppur non apprezzata in un primissimo momento, Notre Dame ben presto conquistò la popolazione e gli artisti. La sua storia come abbiamo visto segue da vicino quella del popolo francese: durante la Rivoluzione fu razziata e subì gravi danni e non fu restaurata fino al 1831, quando il grande successo del best seller di Victor Hugo, Notre Dame de Paris, convinse il Governo a muoversi in questo senso. Nel corso della riqualificazione, nel 1845, l’architetto Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc aggiunse i famosi gargoyle alla struttura della cattedrale: grottesche figure poste come doccioni, che avevano il compito di canalizzare il deflusso dell’acqua piovana e che sarebbero diventati un simbolo della cattedrale. Inoltre insieme al collega Jean-Baptiste Lassus ridisegnò la guglia centrale, detta “la freccia”, che prese il posto di quella medievale e la fece affiancare da quattro gruppi di statue in rame, che raffigurano i 12 apostoli e guardano verso la città. Tutti tranne San Tommaso, rivolto verso la guglia.

    Il presidente Emmanuela Macron e la moglie Brigitte alla messa inaugurale per la riapertura della cattedrale. Crediti: Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM

    Ma Notre Dame è più di tutto questo: non è solo una piantina, una navata, una guglia, un incrocio di arte e ferro, certo, una cattedrale è fatta così; ma quello che Notre Dame è davvero è un luogo senza tempo dove sacro e profano si incontrano, dove migliaia di cuori che credono a qualcosa, non importa nemmeno a che cosa, battono all’unisono, come ha dimostrato la messa di Natale a fine 2024 che per la prima volta dopo cinque anni è stata celebrata tra le spesse mura di pietra. È preghiera e speranza, la speranza che quel crocevia di emozioni esondi dalle dighe troppo rigide della sua prigione e ricordi il significato più profondo della religione stessa, di tutte le religioni del mondo. Comunione, pace, amore. Vita.

    incendio notre dame NOTRE DAME TOP NEWS
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Micaela Ferraro

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Psicologia Settembre 20, 2026

    Le parole che non riusciamo a dire

    Davanti alla sofferenza di qualcuno cerchiamo spesso la frase giusta. Ma non sempre esiste una soluzione. A volte ascoltare, restare e accettare di non sapere cosa dire può essere molto più importante.

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026

    LA VERITÀ È NELLO SPECCHIO 

    Settembre 17, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}