ROBERTA RAGUSA

La Corte d’Appello di Genova ha respinto l’istanza di revisione del processo presentata dalla difesa dell’uomo, condannato in via definitiva a 20 anni per omicidio volontario e distruzione di cadavere della moglie

Non ci sarà un nuovo processo nei confronti di Antonio Logli, l’elettricista condannato in via definitiva a 20 anni per omicidio volontario e distruzione di cadavere della moglie Roberta Ragusa, scomparsa nel 2012. La Corte d’Appello di Genova ha, infatti, respinto, giudicandola inammissibile, l’istanza di revisione del processo, presentata il 5 dicembre dalla difesa di Logli.

I giudici non hanno ritenuto sufficienti le nuove prove presentate dalla difesa, ossia due testimonianze di altrettanti ex compagni di cella del super testimone Loris Gozi mentre era detenuto per furto, che avrebbero riferito le confessioni dello stesso Gozi di essersi inventato le accuse contro Logli.

L’avvocato di Logli Andrea Vernazza ha già preannunciato di voler ricorrere in Cassazione chiedendo l’assegnazione di un’altra Corte per la discussione dell’istanza di revisione: i giudici genovesi hanno ammesso alla discussione anche le parti civili nell’udienza del 5 dicembre.

«Non avevano diritto di esserci come stabilito da una precedente sentenza della Cassazione pronunciata vent’anni e mai più messa in discussione nei vent’anni successivi – ha dichiarato Vernazza – Quest’ultimo pronunciamento cambia dunque la giurisprudenza consolidata e vogliamo che sia la Cassazione a stabilirlo con un suo pronunciamento».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA