I beni erano riconducibili a Giuseppe Fontana, già condannato per associazione mafiosa e parente dell’ex collaboratore Francesco Zagaria, dell’omonima fazione del clan dei casalesi

I carabinieri del Ros e le Fiamme gialle del Gico di Napoli hanno eseguito un maxi-sequestro ai danni di Giuseppe Fontana fra la provincia partenopea, quella dell’Aquila e il casertano. I beni ammontano a un valore complessivo di sei milioni e mezzo di euro.

L’imprenditore avrebbe dei legami di parentela con Francesco Zagaria, collaboratore di giustizia deceduto anche noto come “ciccio ‘a benzina” e cognato del boss Michele Zagaria.

Fra i beni sequestrati ci sono anche quattro terreni nel napoletano, tre società nel casertano nel settore edile e immobiliare, cinque autoveicoli e rapporti finanziari.

Su Giuseppe Fontana, detenuto noto come “Pinuccio”, pende già una condanna in via definitiva per associazione mafiosa e secondo i giudici avrebbe stretti legami con la fazione Zagaria del clan dei Casalesi.

Fontana era già stato arrestato nel 2015 nell’ambito dell’operazione Sistema Medea. Già in quell’occasione gli erano stati contestati i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà degli incanti, finanziamento illecito a partiti politici e altri crimini aggravati dalle finalità mafiose.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/US/GDF