EPA/CLEMENS BILAN

Circa 200 manufatti risalenti al Regno del Benin pre-coloniale rubati come “bottino di guerra”

Mentre il British Museum di Londra non cede all’Egitto sulla Stele di Rosetta, l’università di Cambridge restituirà alla Nigeria 116 “bronzi del Benin”, parte di migliaia di manufatti che le truppe inglesi rubarono dal palazzo reale di Benin City nel 1897 come “ottino di guerra”.

I cosiddetti “bronzi” composti in realtà da diversi metalli, rappresentano uno dei massimi esempi dello stile artistico sviluppato nel Regno del Benin esistito per oltre 700 anni prima di diventare un protettorato dall’Impero britannico. Dopo il loro furto erano poi stati venduti per recuperare i costi della missione militare volta a consolidare il controllo coloniale.

Già da anni la Nigeria, diventata Stato indipendente nel 1960, chiedeva a varie istituzioni occidentali la restituzione dei manufatti storici del Paese. Negli ultimi due anni il tema degli oggetti rubati dagli europei durante il periodo coloniale è diventato sempre più caldo. Lo scorso gennaio il governo nigeriano aveva inviato una richiesta formale al Museo di archeologia e antropologia di Cambridge e ai musei Pitt Rivers e Ashmolean di Oxford per la restituzione delle 200 opere in loro possesso, e già a febbraio il rinomato ateneo, su pressione degli studenti, aveva iniziato a inviare alcuni manufatti. Lo stesso avevano fatto il museo Smithsonian di Washington D.C. in possesso di 29 bronzi, la Germania che a luglio aveva annunciato l’immediato trasferimento di proprietà di 1.100 manufatti precedentemente esposti in diversi musei tedeschi, il museo Horniman di Londra e l’Università di Aberdeen.

«In tutto il settore museale internazionale vi è un crescente riconoscimento del fatto che i manufatti acquisiti illegittimamente dovrebbero essere restituiti ai loro Paesi di origine», ha commentato il professor Nicholas Thomas, direttore del Museo di archeologia e antropologia di Cambridge. Ora la proprietà legale dei 200 bronzi sarà trasferita alla Commissione nazionale nigeriana per i musei e i monumenti, ma un portavoce dell’università ha detto che alcuni dei manufatti rimarranno a Cambridge in prestito prolungato, per assicurarsi che questa civiltà dell’Africa occidentale continui a essere rappresentata nelle esposizioni del museo e nell’insegnamento per i gruppi scolastici“.

I Paesi che chiedono di avere indietro le loro opere sono diversi. Tra questi la Grecia e l’Egitto ma anche gli indigeni americani e australiani.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/CLEMENS BILAN