6 dirigenti dello stabilimento di Sarroch sono indagati, anche se si tratterebbe solo di un atto dovuto, per un presunto sversamento in mare

Venerdì gli investigatori del Nucleo della Forestale hanno eseguito un blitz ordinato dalla Procura di Cagliari nella raffineria Saras di Sarroch. Al momento 6 persone risultano destinatarie di un decreto di perquisizione e sequestro.

Nel registro degli indagati sono iscritti il presidente e amministratore delegato della raffineria Settimio Guarrata, il responsabile del servizio Salute, ambiente e sicurezza Walter Cocco, il responsabile d’area Antonello Atzori, l’addetto alla sicurezza Giuseppe Valentino, l’esperto di settore Antonello Cogoni e il tecnico Dario Sanna.

La Procura precisa che l’avvio delle indagini non è connesso ad un’ipotesi indiziaria già strutturata ma costituisce un atto di garanzia per consentire alle parti coinvolte la nomina di eventuali consulenti di parte.

L’indagine sulla Saras è partita nel 2017 a seguito della ricezione da parte della Procura di alcuni video che ritraevano presunti sversamenti in mare della raffineria. L’ipotesi di reato è di disastro ambientale.

A questo punto, con il sequestro di vari documenti e di alcune aree interne allo stabilimento, consulenti, chimici ed esperti di medicina del lavoro porteranno avanti le indagini.

All’epoca la Saras si era difesa sostenendo che il video ritraesse “acqua di mare mista ad alghe (di qui, il colore scuro) che era stato necessario spostare da una parte all’altra dello specchio acqueo antistante il porticciolo delle imbarcazioni di servizio, per evitarne l’accumulo che avrebbe bloccato i mezzi anti-inquinamento”.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/Capitaneria di Porto di Cagliari