Non è stato un buon weekend per gli sportivi italiani: torna l’incubo del terzo Mondiale fuori e la Ferrari si fa squalificare entrambe le vetture
Cari lettori, benvenuti nella nuova rubrica sportiva de Il Mondo. E sono già in ritardo rispetto ai tempi (sarebbe dovuta uscire lunedì), ma gli appassionati di sport amano prolungarsi nelle dissertazioni, che ci tengono lontane e lontani dai trambusti della vita (almeno per qualche minuto). Sicuramente sono stati giorni ricchi, ma di bocconi amari. A partire dagli appassionati del Cavallino, passando per i tifosi della Nazionale azzurra, fino ai tifosi juventini, gli unici, forse, ad aver goduto un po’ per le novità.
Un Calcio triste
Orfano della massima e della cadetta serie, il pallonaro italiano si è concentrato sulla UEFA Nations League. Inizialmente incompresa, si è rivelata un trappolone, proprio quando è arrivata LA partita per eccellenza: Italia vs Germania, andata e ritorno. Improvvisamente, più o meno, ci si è resi conto che il risultato avrebbe avuto un’influenza sulla composizione dei gironi del prossimo Mondiale, competizione da cui gli Azzurri mancano da due edizioni.

La cosa, come tutti sanno, è andata così: a San Siro, gli uomini di Spalletti (nella foto di copertina) si sono presi due gol dopo un iniziale vantaggio a firma Tonali; a Dortmund, sotto di 3-0, sono arrivati ad un inutile pareggio. Altrettanto inutile è ripercorrere qui gli errori che hanno portato al risultato del primo tempo, ma può essere invece interessante analizzare le conseguenze e il dibattito che ne è seguito.
In primis, la sconfitta dell’Italia, fuori dalla cosiddetta “final four” (termine che già non appartiene alla tradizione calcistica europea, ma questo è un altro tema…) posiziona gli Azzurri nel girone I, con Norvegia, Israele, Estonia e Moldavia. Potrebbe far ridere, ma non è così: i vichinghi di Haaland fanno paura, eccome, anche se Giuseppe Pastore, guru della Cabala, fa osservare che «il girone di qualificazione ai Mondiali 2026 dell’Italia inizierà da Norvegia e Moldavia, proprio come quello del 2006, sempre con un commissario tecnico toscano che due anni prima aveva vinto uno scudetto a Udine. Speriamo che porti bene, e speriamo di ricreare quella sana psicosi verso i centravanti avversari che storicamente ci ha sempre portato bene». Ognuna e ognuno tocchi i talismani che preferisce.
La seconda conseguenza è stata l’ennesima marea di commenti sulla crisi del calcio italico, ormai cronica: sulla popolare pagina social de “Il calcio latino”, viene riesumata una dichiarazione di mister Ottavio Bianchi, risalente a 25 anni fa: «Andando a vedere i tornei giovanili, ci siamo accorti che i ragazzi nel dribbling e nel tiro in porta sono veramente carenti. I ragazzi vengono selezionati per il loro aspetto morfologico e le squadre sono ‘troppo’ ordinate sul piano tattico. Durante gli allenamenti si martellano i ragazzi con partitelle a uno-due tocchi con la costante preoccupazione di dar via il pallone prima possibile. Invece bisogna farli tornare al gioco libero, altrimenti non impareranno mai a tenere il pallone». Evidentemente, nessuno gli ha dato ascolto. Personalmente, azzardo che anche a questo Mondiale ci andiamo il prossimo. Ma spero di sbagliarmi e mi affido alla scaramanzia.
Infine, anche se in pausa Nazionale, la massima serie non ha mancato di essere presenzialista nelle prime pagine: la Juventus ha (“finalmente”, dicono i tifosi) esonerato Thiago Motta, scegliendo il fedele Igor Tudor per portare i bianconeri alla fine della stagione. È stato un divorzio amaro, con reciproche accuse, buone solo per riempire pagine di quotidiani e social, ma, chi nega che le gravi vicende giudiziarie, che hanno coinvolto il gotha bianconero, abbiano pesantemente influenzato i piani societari, mente sapendo di mentire. E, si ammetta, è andata anche fin troppo bene.
Cavallino “malato”

L’antefatto Ferrari, una prima gioia
Per restare nei luoghi comuni, se i calciofili piangono gli appassionati di Formula 1 non ridono. Quello che è successo all’esordio del GP 2025, a Shanghai, ha veramente dell’incredibile. Prima, la monoposto di Charles Leclerc (Ferrari, quinto classificato) è stata trovata sottopeso di un chilogrammo, poi squalifica anche per l’altra Ferrari di Lewis Hamilton: sulla SF-25 del britannico è stato riscontrato uno spessore del pattino inferiore al consentito. È la prima volta nella storia della scuderia di Maranello. E pensare che, dopo la brillante prestazione nella prova Sprint, i (milioni) di tifosi della Rossa si erano già ingolositi. Com’è potuto accadere che la scuderia sia incappata in simili errori tecnici? «I problemi di altezza da terra delle rosse sono superabili in modo agevole o sono cronici e quindi richiedono una revisione profonda della monoposto? – si chiede l’opinionista Pino Allevi sul sito Forumulapassion.it -. Il campionato costruttori è ancora contendibile alla McLaren? Passi per un quinto ed un sesto posto che non sarebbero comunque stati risultati da urlo, ma vedere Leclerc ed Hamilton squalificati dopo aver dato l’anima per cinquantasei giri a 201km/h di media è una cosa che provoca un deciso sgomento».
Almeno la Classicissima

Una gioia agli sportivi italiani l’ha data Filippo Ganna, che è andato a prendersi il secondo posto nella iconica (sì, scusate il termine, ma quello è), Milano-Sanremo. Mathieu Van der Poel è stato il dominatore, in una prova di forza contro il campionissimo Pogacar e l’irriducibile Ganna, che è riuscito a tagliare il traguardo ligure in seconda posizione. Alla partenza del Giro manca un mese e mezzo e, alla luce di quanto visto, la maglia rosa potrebbe non essere così scontata. Ultima nota a margine: a Pietra Ligure, l’ammiraglia della Team Solution Tech-Vini Fantini ha investito un cane e si è immediatamente attivata sui social per segnalare l’incidente, per sapere le condizioni della vittima e mettersi a disposizione: molto bene, e anche il cucciolo sta meglio.
Per questa settimana, credo sia abbastanza. Aspetto i vostri commenti e ci aggiorniamo con il ritorno della Serie A.
di: Giulia GUIDI
foto: ANSA

