Sono state rese note le motivazione dell’assoluzione in appello dell’insegnante accusa di concorso in omicidio colposo per la morte di un bambino di cinque anni e mezzo, caduto nella tromba delle scale della scuola Pirelli di Milano
Sono state rese note le motivazioni dell’assoluzione, decisa dalla quinta sezione della Corte d’Appello di Milano , della maestra accusata di concorso in omicidio colposo per la morte di bambino di cinque anni e mezzo, caduto nella tromba delle scale della scuola di Pirelli di Milano nell’ottobre 2019.
«Nonostante l’omissione di cui si è resa responsabile (consistita nel non avere assicurato la sorveglianza dell’alunno fuori dalla classe, nel non averlo affidato alla supervisione di alcuno altro adulto e di avergli consentito di andare in bagno da solo, e senza neppure avere cercato l’accompagnamento di un collaboratore scolastico), il bambino veniva a un certo punto ugualmente preso in carico da chi (la collaboratrice scolastica, Ndr) aveva un’autonoma posizione di garanzia nel riportarlo in classe sano e salvo. Non può essere ritenuto sussistente con certezza il nesso di causalità tra la iniziale condotta colposa e omissiva” della maestra e la morte del bambino» si legge nelle motivazioni.
Secondo i giudici l’evento “nella sua specificità e nello sviluppo tragico del suoi verificarsi non è rimproverabile all’imputata in quanto la situazione di affidamento a un collaboratore, che la condotta inizialmente omessa doveva garantire, si era comunque verificata”. Si legge, poi, che se anche la maestra “avesse chiamato la bidella fin da subito e avesse affidato il bambino all’adulto nell’ immediatezza dell’uscita del bambino, non vi è prova certa che qualcosa sarebbe cambiato in tal caso rispetto al successivo tragitto (rivelatosi fatale), lungo il quale il piccolo, ormai perso di vista anche dalla collaboratrice scolastica, faceva rientro in classe”.
È ancora in corso Il processo in primo grado con rito ordinario all’insegnante di sostegno, mentre la terza imputata, la collaboratrice scolastica, aveva già scelto il patteggiamento a due anni di carcere.
di: Francesca LASI