Il ragazzino non avrebbe mai detto di aver ucciso il piccolo, dice il legale della 38enne indagata
Il ragazzino a bordo dell’auto che ha travolto i bambini nell’asilo Primo Maggio di L’Aquila dichiara di non aver toccato il freno a mano: «non ho toccato quel pulsante. Non sono stato io a togliere il freno a mano. La macchina è partita. Ma non lo so perché. Ho provato a fare qualche cosa. Ma non mi ricordo. Mi fa male la testa».
Parla il padre della vittima, il piccolo Tommaso di 4 anni, tramite il suo avvocato: «non portiamo rancore. Né a quella donna, né al bambino che era nella macchina. Ci rendiamo conto che è una tragedia per tutti». A queste parole risponde la donna 38enne che ha parcheggiato l’auto con all’interno il figlio di poco più di 10 anni, mentre andava a prendere all’asilo i due figli più piccoli, sempre attraverso il proprio avvocato: «sono parole bellissime. Ci aiutano in questi momenti terribili in cui siamo tutti distrutti. Un po’ ci sollevano. Ringrazio tanto il papà e la mamma di Tommaso. Il nostro pensiero è sempre a loro. La loro tragedia e anche la nostra. Vorremmo tanto che non fosse mai accaduto».
Secondo quanto riportato dal legale della donna il figlio non avrebbe mai detto «ho ucciso io quel bambino» come riportavano in un primo momento dei testimoni (leggi qui) e come avrebbe spiegato allo psicologo il ragazzino avrebbe cercato di fermare l’auto.
«Ho sentito le urla e mi sono precipitato subito a dare aiuto – ha raccontato un testimone che abita vicino all’asilo al Corriere della Sera – i Vigili del Fuoco sono arrivati immediatamente. Anche un gruppo di universitari. Abbiamo sollevato l’auto. C’erano un maschietto e una femminuccia. Sentivamo i lamenti. Li hanno soccorsi subito. Ma per il bambino non c’è stato niente da fare. Non ho dormito tutta la notte. Avrei voluto fare di più».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/ FABIO IULIANO