Von der Leyen torna a invocare un tetto al prezzo del gas russo ma il Cremlino risponde: “venderemo il petrolio altrove”. Chigi: “segnali incoraggianti da Ue su tetto prezzo gas”
Questa mattina i mercati tirano un breve sospiro, con il prezzo del gas europeo che in avvio di giornata scende a 229 euro per megawattora, in calo del 5,6%. In tarda mattinata ad Amsterdam il prezzo crolla a 206 euro.
Il respiro è spinto anche dall’attesa di domani, quando dovrebbero riaprire i flussi dal gasdotto Nord Stream,. Un flusso che riprenderà al 20% come prima dello stop indetto giovedì per una manutenzione dell’impianto.
Uno spiraglio che però non lascia spazio a troppe speranze. È lo stesso portavoce del Cremlino Dmitry Peskov a rendere nota l’inaffidabilità dell’impianto del gasdotto Nord Stream, la cui sicurezza è a rischio: «non ci sono riserve tecnologiche – spiega da Mosca – è in funzione solo una turbina, quindi fate voi i conti».
Conferma le preoccupazioni anche la presidente della Commissione Von der Leyen che torna a “strigliare” i Paesi membri per concordare un tetto al prezzo del gas russo.
Dal Cremlino arriva un’affermazione dura del portavoce, Dmitry Peskov, che ha dichiarato: «Se i Paesi ostili metteranno un tetto ai prezzi sulle risorse energetiche russe, Mosca fornirà petrolio solo ai Paesi che si adeguano alle condizioni del mercato».
Non solo il Cremlino: anche il vice capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, risponde a Ursula Von der Leyen, affermando che, in caso di un price cap, “semplicemente non ci sarà più gas russo in Europa” proprio “com’è successo per il petrolio“.
Intanto in Italia crescono le tensioni sociali per il caro-energia che esaspera famiglie e imprese. A Napoli un centinaio di persone, afferenti al movimento dei disoccupati 7 novembre, si sono ritrovate davanti agli uffici della posta centrale in piazza Matteotti per dare fuoco alle ultime bollette di corrente e gas.
Un gesto che urla alla disperazione: «siamo stanchi delle promesse – spiegano. – Da anni attendiamo un lavoro ed oggi non possiamo pagare queste cifre che sono triplicate».
«Le nostre famiglie sono allo stremo. Per noi, finora, solo tante parole e pochi fatti» proseguono i manifestanti prima di avviarsi in corteo verso la sede del Comune nel Palazzo San Giacomo.
di: Marianna MANCINI
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