Tajani intanto frena sulla legge elettorale: “non vedo i tempi necessari, ci sono ancora tante cose importanti da fare”
Il 12 giugno si avvicina e la politica è in fermento per le amministrative che rinnoveranno i sindaci e i consigli di 978 Comuni su 7.904, pari al 12,4% circa del totale.
Fra gli appuntamenti sotto osservazione dalla politica nazionale c’è la tornata di Genova, dove l’attuale sindaco Marco Bucci, sostenuto da una coalizione di centrodestra, sfida Ariel Dello Strologo, lista concorrono Pd e M5S. Per l’occasione il presidente della Camera Roberto Fico si è recato in visita nel capoluogo ligure.
«Conte è un leader saldo, forte e molto capace nelle tematiche e nei contenuti e sta facendo un grandissimo lavoro per un movimento che si sta rilanciando in un futuro che è molto complesso» rivendica Fico, precisando che “lotta alle diseguaglianze e gli investimenti sulle scuole sono due temi prioritari nazionali“.
Incalzato dai cronisti sui suoi rapporti con il garante del Movimento, Fico conferma: «Beppe Grillo lo sento sempre, ci siamo sentiti ieri. È una persona straordinaria, garante del movimento, un grande amico e un genovese doc. Con Beppe c’è massima condivisione sempre su tutto».
Fico accenna poi al quadro nazionale: «primarie di coalizione? Se ne sta parlando, ne stanno parlando Conte e Letta. Si vedrà, è una strada molto interessante».
Intanto Antonio Tajani, ospite del Forum Ansa di oggi, mette in pausa il dibattito sulla legge elettorale: «bisognerebbe farla ad inizio legislatura – spiega – ora non vedo i tempi necessari».
«Ci sono ancora tante cose importanti da fare, poi come la cambiamo? – aggiunge – abbiamo visto che cambiando le leggi non sempre abbiamo avuto governi stabili».
Interrogato poi sulla crisi ucraina, il vicepresidente di Forza Italia ha ribadito che “Berlusconi è un uomo di pace” e che “Biden all’inizio è stato molto duro, poi c’è stato un cambio di passo“.
«Noi non dobbiamo fare la guerra alla Russia, non mi pare che l’Italia debba mandare altre armi, non mi risultano altri decreti. – prosegue – Le armi devono essere usate per difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina. Berlusconi ha detto parole di pace, non ha nessun tentennamento. Il partito si è ritrovato intorno a lui».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ LUCA ZENNARO