Due indagati: l’armatore del rimorchiatore e il comandate (unico superstite)

Nella tarda serata di ieri il rimorchiatore Franco P partito da Ancona e diretto in Albania è affondato in acque internazionali, a 52 miglia da Bari.

Sono ancora sconosciute le cause dell’incidente e le ricerche sono in corso, coordinate dalla sala operativa della Capitaneria di Porto di Bari, con la collaborazione delle autorità croate, ricerche che si sono rivelate problematiche a causa del vento forte.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale il bilancio dei morti è di tre persone: Luciano Bigoni (65 anni), Andrea Massimo Loi (58 anni) e Ahmed Jelali (63 anni). Sono ancora in corso le ricerche di altri due membri dell’equipaggio, Mauro Mongelli di 59 anni e Sergio Bufo di 60 anni. L’unico superstite è il comandate Giuseppe Petralia che, sotto shock, è stato portato in ospedale.

I corpi sono stati riconosciuti dai familiari delle vittime nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari con i medici legali Antonio De Donno e Francesco Introna, ai quali nei prossimi giorni la Procura di Bari valuterà se affidare anche l’incarico per le autopsie.

Il rimorchiatore trainava un’altra imbarcazione con 11 membri di equipaggio a bordo. L’ammiraglio della capitaneria di porto di Bari e capo delle operazioni di salvataggio dei membri dell’equipaggio, Vincenzo Leone ha spiegato: «verosimilmente la repentinità dell’affondamento non ha consentito all’equipaggio di utilizzare i mezzi di salvataggio».

La procura di Bari che ha aperto un’inchiesta sul Franco P. ha iscritto nel registro degli indagati il legale rappresentante dell’impresa Lavori Marittimi Ancona srl Antonio Santini, armatore del rimorchiatore, e il comandate Giuseppe Petralia, unico sopravvissuto dell’incidente.

di: Marianna MANCINI

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