È morto a 108 anni, è stato definito “lo scrittore del secolo”
È morto a 108 anni Boris Pahor, grande scrittore e intellettuale di lingua slovena di Trieste, definito “lo scrittore del secolo”.
Pahor è stata una delle voci più significative della tragedia della deportazione nei lager nazisti, raccontata in Necropoli, ma anche delle discriminazioni contro la minoranza slovena a Trieste durante il regime fascista.
Lo scrittore è stato testimone in prima persona delle tragedie del Novecento e basandosi su questo ha scritto una trentina di libri tradotti in decine di lingue, tra cui “Qui è proibito parlare“, “Il rogo nel porto“, “La villa sul lago”, “La città nel golfo“.
Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha espresso il suo profondo cordoglio per la scomparsa dello scrittore. «Voce autorevole della minoranza slovena in Italia, limpida e alta espressione letteraria del Novecento, testimone e vittima degli orrori causati dalle guerre, dal nazionalismo esasperato e dalle ideologie totalitarie, interprete della complessità della storia del suo territorio, lascia un grande vuoto nella cultura europea», ha scritto.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/Andrej Cernic