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Si tratta di un collaboratore scolastico indagato per omicidio. Il sindaco: “qui ci si sente abbandonati”

Un collaboratore scolastico è stato fermato per la morte di Marcello Toscano, insegnante di sostegno della scuola media Marino Guarano a Melito di Napoli, trovato morto nel cortile dell’istituto.

Il fermo è stato disposto dalla Procura di Napoli Nord, coordinata dal procuratore Maria Antonietta Troncone, al termine di una giornata di raccolta di testimonianze e informazioni utili. L’uomo è stato ascoltato a lungo dagli inquirenti ed è indagato per omicidio.

La figlia del collaboratore, se l’accusa venisse confermata, ha definito “assolutamente ingiustificabile” il gesto del padre. «Io e la mia famiglia ci dissociamo da quello che è accaduto. Non posso fare altro che vergognarmi e chiedere umilmente scusa a tutti i parenti. Le scuse le porta il vento, e ne sono consapevole. Ma ad oggi, non posso fare altro, sono veramente mortificata e umiliata. Al momento in casa regna il silenzio ed il dolore», ha detto la ragazza, intervistata da LaPresse.

Toscano non aveva dato più sue notizie dalla metà della mattina dello scorso 26 settembre, alla sera il figlio ne aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri. Poche ore dopo la sua auto è stata individuata nei pressi della scuola, i militari hanno fatto aprire i cancelli e i locali dove poi hanno fatto il tragico ritrovamento del suo cadavere con segni di coltellate e tracce ematiche.

Le autorità sono ora impegnate anche nell’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza della scuola che tuttavia coprirebbe solo parzialmente l’area.

La morte dell’insegnante, ex consigliere comunale di Mugnano, ha destato lo sdegno delle autorità locali. Il sindaco di Melito, Luciano Mottola, ha detto: «lancio appelli contro la criminalità e le baby gang da quando sono stato eletto ma si ha la sensazione di essere abbandonati. Spero che il nuovo governo capisca che questi territori hanno bisogno di più forze dell’ordine. Diventa veramente difficile amministrare questi territori e le loro difficoltà avendo 6 vigili urbani e pochi carabinieri. Continuo a sentirmi piccolo piccolo».

«L’hanno ammazzato come un cane nel cortile di una scuola della Repubblica Italiana nella tarda mattinata di un anonimo martedì di fine settembre… Cronache da Melito dove si muore senza un perché e tra l’indifferenza generale. Grazie a uno Stato che ha abdicato da tempo», si sfoga su Facebook il cugino della vittima, il giornalista Marcello Curzio.

di: Alessia MALCAUS

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