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Dal crollo dell’Unione Sovietica i due Paesi si contendono insediamenti sul confine

Da venerdì scorso si sono accesi nuovamente gli scontri tra Kirghizistan e Tagikistan. I due paesi hanno in corso da anni dispute territoriali, la tensione è esplosa dopo che il Kirghizistan ha sostenuto che l’esercito del Tagikistan abbia attaccato i suoi avamposti. Da par sua il Tagikistan accusa il Kirghizistan di aver bombardato i suoi soldati.

Negli scontri sono morte tre persone e ferite almeno 27. Dopo gli scontri i governatori delle province di confine hanno avuto un incontro al valico di frontiera nel tentativo di trovare un accordo sul cessate il fuoco, anche i rispettivi ministri degli Esteri si sono impegnati in incontri e discussioni.

Entrambi i Pesi ospitano basi militari russe e hanno rapporti con Mosca molto stretti anche dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1989 e l’ottenimento dell’indipendenza nel 1991. Il confine tra i due Paesi è stato oggetto di scontri e dispute continue. Gli scontri si erano inaspriti l’anno scorso, arrivando alla morte di circa 50 persone e costringendo migliaia di civili all’evacuazione.

A Samarcanda si sono incontrati oggi i presidenti di Kirghizistan, Sadyr Japarov, e Tagikistan, Emomali Rahmon. I due leader si sono rivolti direttamente alle rispettive truppe chiedendo il ritiro della linea di contatto lungo il confine uomini e mezzi militari, avendo trovato una tregua.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/KYRGYZ