ANSA/US Goigest - Luca Brunetti

Per alcuni, tuttavia, tra cui Pif, scegliere di non cantare l’inno antifascista alla Resistenza sarebbe una presa di posizione

Ha scatenato un acceso dibattito la scelta di Laura Pausini di non cantare Bella Ciao nel corso del programma spagnolo El Hormiguero. Ospite del format, infatti, i conduttori le avevano chiesto di intonare la nota canzone della Resistenza italiana. Una richiesta a cui l’artista ha deciso di dire di no perché non vuole cantare “canzoni politiche”.

La questione, infatti, è diventata virale sui social network invadendo le home delle principali piattaforme e scatenando i commenti di personaggi italiani e spagnoli. Secondo alcuni deputati spagnoli il diniego indicherebbe il credo politico della cantante mentre molti la accusano di non aver compreso il testo e il significato della canzone.

La stessa Pausini ha voluto rispondere alle critiche commentando un articolo su Twitter: «non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Canto quello che penso della vita da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. Non inventate ciò che non sono», ha scritto, sostenendo dunque di aver voluto evitare di prendere posizioni politiche.

Di tutt’altra opinione, invece, è il commento di Pierfrancesco Diliberto, conduttore e autore noto come Pif, che scrive: «pensare di non cantare Bella Ciao, per non voler prendere posizione, è una gran minchiata. Quando ti rifiuti di cantarla hai già preso posizione. Al mio funerale cantate Bella Ciao perché voglio prendere posizione, al riguardo, anche da morto».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/US Goigest – Luca Brunetti