La Russia avrebbe speso oltre 300 milioni per influenzare i governi di più di 20 Paesi, molti dei quali in Europa. La politica italiana chiede chiarimenti ma Urso assicura: “Italia non coinvolta”

Da Washington arrivano nuove accuse a Mosca. Secondo l’intelligence statunitense la Russia avrebbe “investito” oltre 300 milioni di dollari per influenzare politici e rappresentati di governo dal 2014. I Paesi interessati sarebbero più di 20 sparsi tra Europa, Asia e Sud e Nord Africa. Sembra, inoltre, che la cifra sia calcolata per difetto e sia ben superiore.

Tra i 20 Paesi, tuttavia, non ci sarebbe l’Italia. Lo ha dichiarato il presidente del Copasir, Adolfo Urso, intervenendo ad Agorà, su Rai3: «mi sono confrontato con l’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica Franco Gabrielli sul rapporto dell’ intelligence Usa che riferisce di finanziamenti della Russia a partiti di Paesi esteri ed al momento non esistono notizie che ci sia l’Italia tra i Paesi coinvolti», ha detto.

Ha poi spiegato: «mi sono doverosamente confrontato con il sottosegretario Gabrielli perché è il Governo ad avere eventualmente notizie attraverso i canali ufficiali che riguardano anche i rapporti tra le nostre agenzie d’intelligence e ci è stato detto che in questi dossier non ci sono notizie che riguardano l’Italia. Io qui a Washington avrò altri incontri, tra l’altro con il presidente della Commissione intelligence del Senato ed ai miei interlocutori chiederò notizie in merito – ha proseguito il senatore, che si trova negli Usa. – È evidente che l’ingerenza straniera esiste e che Russia e Cina tentano di delegittimare in vari modi le nostre democrazie e noi dovremo contrastarle. Ho concordato con Gabrielli di fare comunque una riunione con il Copasir, penso per venerdì e vedremo se ci saranno ulteriori notizie».

Dagli Usa l’informazione è stata inviata in una nota alle ambasciate e consolati americani dei Paesi coinvolti. Il messaggio è classificato come sensitive e non classified (quindi un messaggio con informazioni importanti, ma non da tenere strettamente riservato). Non sono stati fatti i nomi degli Stati interessati dall’influenza russa e saranno direttamente le autorità statunitensi a parlare con le nazioni coinvolte, i primi nomi fatti trapelare sono quelli di Bosnia ed Ecuador.

A rivelare l’analisi dell’intelligence è stato un alto funzionario dell’amministrazione Biden nel corso di una conference call, mentre lo stesso Dipartimento di Stato ha poi reso noto il cable inviato alle ambasciate. Secondo l’intelligence degli States il denaro sarebbe passato da Mosca all’Europa attraverso “think tank” politici e in Asia, Medio Oriente, Africa e Centro America attraverso aziende statali e lo stesso Putin avrebbe speso “ingenti somme” nel “tentativo di manipolare le democrazie dal suo interno“.

Al momento l’ambasciata russa a Washington non ha commentato la notizia.

La notizia ha messo in subbuglio l’Europa e in particolar modo l’Italia che si prepara alle elezioni del prossimo 25 settembre mentre tra i partiti il dibattito sulle amicizie con Vladimir Putin è già caldo: non è, infatti, un segreto che il Cremlino abbia già finanziato partiti nazionalisti, anti europei e di estrema destra del Vecchio Continente. Nel 2016, ad esempio, un articolo del Telegraph rivelava la già pressante influenza di Mosca sulla politica europea, in particolare in Francia, Paesi Bassi, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca e Italia. Ai tempi Matteo Salvini, nel mirino con la Lega, aveva negato ogni coinvolgimento. Gli altri partiti europei che intrattengono rapporti con Mosca, secondo il Centro di Intelligence Euroasiatica, sarebbero l’Ukip (Regno Unito), in epoca Brexit, AfD e il Partito Nazionale Democratico (Germania), Jobbik (Ungheria), Alba Dorata (Grecia) e il Front National (Francia) di Marine Le Pen.

La recente rivelazione, tuttavia, getta l’Europa nel caos soprattutto dopo che lo scorso 10 marzo il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che vieta le ingerenze straniere nella politica europea, mettendo nel mirino i finanziamenti da parte della Russia e della Cina.

Non sono mancati i commenti dei leader politici italiani. «L’unica certezza è che a incassare denaro dal Cremlino è stato prima il Partito Comunista Italiano e in epoca recente la Repubblica che per anni ha allegato la rivista Russia Oggi. La Lega ha dato mandato ai propri legali di querelare chiunque citi impropriamente il partito e Matteo Salvini come è già accaduto in alcuni contesti televisivi con particolare riferimento al sindaco del Pd Matteo Ricci. Non saranno più tollerate falsità e insinuazioni: ora basta» – si legge in una nota della Lega. Mentre il segretario dem Enrico Letta chiede che sulla questione intervengano il Governo e il Copasir: «in Italia ci deve essere la dovuta informazione e chiarezza prima del voto. Gl italiani prima di andare al voto sappiano se partiti politici di questo Paese siano stati finanziati da una potenza, la Russia, che oggi è contro l’Europa, ha invaso l’Europa. Quindi noi chiediamo al governo italiano di dare le informazioni, che il Copasir intervenga: è fondamentale che l’opinione pubblica sappia se ci sono partiti politici che hanno preso posizioni di sostegno alla Russia perché sono stati pagati dalla Russia stessa in tutta questa operazione», ha detto in un’intervista a Cartabianca, su Rai3. Richiesta, quella di un intervento, auspicata anche dai pentastellati.

Si difende, invece, Giorgia Meloni: «sono tutte verificabili le nostre forme di finanziamento. Sono certa che Fratelli d’Italia non prende soldi da stranieri – ha detto a Radio 24 annunciato una querela a Repubblica e a Kurt Volker. – Repubblica e Volker ci portino le prove. Siccome non ci sono penso che la querela sia inevitabile».

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK