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Orban ha deciso di obbligare le donne in procinto di abortire di ascoltare il battito cardiaco del feto

Con un decreto del ministero dell’Interno pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ungheria le donne dovranno ascoltare il battito del cuore del feto prima di poter abortire. Il provvedimento è stato dal ministro dell’Interno Sandor Pinter ed entrerà in vigore giovedì 15 settembre.

La norma va ad aggiungersi ai requisiti necessari per le donne ungheresi che intendano abortire e rende i medici obbligati a presentare alle donne la prova “chiaramente identificabile delle funzioni vitali del feto“, quindi sentirne il battito.

L’estrema destra, e in particolare il partito Mi Hazank, saluta la decisione con grande letizia. Su Facebook la deputata Dora Duro ha spiegato che “almeno per alcuni secondi, il bambino in età fetale potrà essere ascoltato dalla madre prima che venga eseguito l’aborto“. La legge che legalizza l’aborto, risalente agli anni Cinquanta, “non è scolpita nella pietra in un Paese cristiano degno di questo nome. Scriviamo la storia!“, ha aggiunto ringraziando le organizzazioni pro-vita.

Amnesty International ha immediatamente parlato di un “preoccupante declino“. Dato che, come ha sottolineato Aron Demeter questa decisione presa “senza alcuna consultazione” renderà “più difficile l’accesso all’aborto” e “traumatizzerà più donne già in situazioni difficili“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/MAX BRUCKER