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Il Nagorno-Karabakh torna ad essere il pomo della discordia tra i due Paesi, protetti rispettivamente dalla Russia e dalla Turchia

Ha già provocato oltre 100 morti il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh, una disputa che va avanti da decenni.

Il Nagorno-Karabakh è uno dei territori del Caucaso attraversato da fonti spinte separatiste: nonostante faccia parte dell’Azerbaigian, infatti, la maggioranza della popolazione è armena.

Erevan, capitale dell’Armenia, ha chiesto l’intervento del Csto, l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettivo a guida russa, per contrastare l’offensiva di Baku e “ristabilire l’integrità territoriale”. La Russia, tuttavia, indebolita dalla controffensiva ucraina, avrebbe le mani legati: Putin, infatti, sembrerebbe deciso a non inimicare la Turchia di Erdogan, alleata dell’Azerbaigian. Il ministero della Difesa armeno ha inoltre accusato le forze dell’Azerbaigian di avere aperto il fuoco su un’auto dei servizi di sicurezza russi Fsb impegnata in una “missione umanitaria” nella zona degli scontri di frontiera.

Già nelle scorse settimane Mosca aveva accusato l’Azerbaigian di aver violato la tregua nel Nagorno-Karabakh risalente al novembre del 2020, mentre l’Armenia, in contrasto con Mosca, aveva annunciato la volontà di aumentare le forniture di gas verso i Paesi vicini e l’Europa.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ROMAN ISMAYILOV