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Non si naviga più, barche adagiate sul letto prosciugato del fiume

La situazione del fiume Po è molto più che preoccupante: in lunghissimi tratti del fiume più lungo d’Italia non si può più navigare né fare il bagno, solo camminare. In provincia di Mantova, nei pressi del molo turistico di Ficarolo, il livello dell’acqua raggiunge a malapena il mezzo metro: qui i residenti dicono tutti di non aver mai visto una situazione simile.

È la disarmante situazione della siccità nel Nord Italia, una crisi idrica che sta colpendo non solo il nostro Paese ma gran parte dell’Europa sudorientale.

INGHILTERRA DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA

Anche in Inghilterra la situazione è molto grave: le autorità hanno lanciato l’emergenza siccità per vaste zone del Paese a causa della prolungata mancanza di precipitazioni e delle ultime ondate di caldo, inclusa quella attualmente in corso con temperature massime previste fra 35 e 37 gradi.

Secondo il comunicato diffuso dal National Drought Group, l’ente che monitora le riserve di acqua, sono interessate dalla condizione allarmante, che richiede nuove forme di razionamento, parti dell’Inghilterra sudoccidentale, meridionale, centrale e orientale. L’emergenza era stata dichiarata l’ultima volta nel 2018. “Esortiamo tutti a gestire con attenzione la quantità di acqua che utilizzano in questo periodo eccezionalmente secco”, ha dichiarato il presidente Harvey Bradshaw.

Tra le misure in vigore ci sono forme di razionamento dell’acqua, estensione dei divieti di pulizia di edifici, veicoli e finestre, oltre alla possibilità di prelevare più acqua del solito dai fiumi con l’autorizzazione del Governo.

CRISI IDRICA IN GERMANIA

È stato colpito dalla siccità anche il Reno, una delle più importante vie di trasporto commerciale della Germania. Oggi a sud di Coblenza, nel punto di misurazione della strettoia di Kaub, è stato rilevato un livello dell’acqua di 45 cm. Questo crea grossi problemi per la navigazione: le imbarcazioni devono ormai muoversi in acque poco più profonde di 1,5 metri e sono già costrette a ridurre del 30-40% i loro carichi di merci. Pratica che comporta costi aggiuntivi e che preoccupa perché via fiume viene anche trasportata una parte del carbone sempre più necessario per rispondere alla crisi energetica tedesca.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/ BONDIOLI