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    Home » Archivio Storico » 2022 » Ambasciata cinese in Italia: “Taiwan è politica interna della Cina”
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    Ambasciata cinese in Italia: “Taiwan è politica interna della Cina”

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroAgosto 8, 2022
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    Pechino rivendica le contromisure prese dopo la visita di Nancy Pelosi

    Non arretra nemmeno di un passo Pechino, che rivendica le contromisure adottata in seguito alla visita di Nancy Pelosi a Taiwan, che ha dimostrato ancora una volta l’appoggio degli States all’indipendenza dell’Isola. Oggi 8 agosto un totale di 13 navi e 39 aerei sono stati rilevati nella regione circostante l’Isola. Tra i caccia, 21 (inclusi 8 SU-30 e 6 J-11) “hanno volato sulla parte est della linea mediana dello Stretto di Taiwan e nella zona di sudovest dello spazio aereo di difesa”.

    Il portavoce del ministero della Difesa cinese, Wu Qian, ha dichiarato che la tensione nello Stretto è stata “provocata dagli Stati Uniti” che devono “assumersi la piena responsabilità e le gravi conseguenze per tutto questo”; permangono quindi tutte le decisioni prese da quel momento in avanti, incluso l’annullamento del dialogo militare a livello di comandanti di teatro.

    Taiwan ha criticato la Cina per aver condotto esercitazioni nello spazio aereo e nelle acque intorno all’isola, mentre dal suo canto Pechino sostiene di condurre “normali esercitazioni militari” intorno a Taiwan, che è “territorio cinese”, e ha il diritto di operare nelle acque che “circondano il suo territorio”. «Sono aperte, trasparenti e professionali. I dipartimenti competenti hanno anche emesso un annuncio tempestivo, in linea con il diritto interno, il diritto e la pratica internazionali: sono non solo un monito per i provocatori, ma anche una mossa legittima a tutela di sovranità nazionale e integrità territoriale», ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin.

    L’ambasciata cinese in Italia ha rilasciato una nota con cui afferma che il “principio di Una Sola Cina non tollera alcuna sfida, la questione di Taiwan è puramente politica interna della Cina” e “la determinazione della Cina per salvaguardare la propria sovranità e i propri interessi di sicurezza è incrollabile“, quindi “non c’è alcuno spazio per compromessi o concessioni”.

    La nota, a firma dell’incaricato d’affari ad interim Zheng Xuan, rimarca che “qualsiasi contromisura intrapresa dalla Cina in qualità di Paese indipendente e sovrano sarà lecita e dovuta”.

    Il principio, aggiunge l’ambasciata, “è la base politica dei rapporti diplomatici della Cina con 181 Paesi”, sancito anche dalla “risoluzione 2758 dell’Onu“, e “il parere legale ufficiale dell’ufficio affari legali del Segretariato dell’Onu indica che: ‘Taiwan, in qualità di una delle province della Cina, non gode di posizione indipendente’ e che ‘le autorità di Taiwan non godono, sotto nessuna forma, di posizione di governo'”.

    Grande accusa agli Stati Uniti: il principio dell’unica Cina infatti – rimarca la nota – è “contenuto focale” di tre comunicati congiunti sino-americani e quindi gli Usa “sembrano aver dimenticato i loro impegni politici permettendo a Nancy Pelosi di creare una contrapposizione tra le due sponde dello Stretto di Taiwan”.

    RISVOLTI ECONOMICI

    Secondo quanto riporta il sito Nikkei, il colosso Tech Apple avrebbe chiesto ai suoi fornitori di Taiwan di etichettare i prodotti come “made in China” per evitare ritardi legati alla stretta imposta alle ispezioni doganali cinesi. Si tratta di una regola che Pechino tenta di imporre da diverso tempo e che finora non era stata rispettata. Tuttavia, dopo la visita di Pelosi, la frase “made in Taiwan” può portare a ritardi, multe e persino al rifiuto di un’intera spedizione.

    GreatFire, un’organizzazione che lavora contro la censura cinese online, ha specificato che non è la prima volta che Apple prende una decisione simile: tempo fa aveva rimosso la bandiera di Taiwan dalle tastiere emoji per gli utenti in Cina e Hong Kong.

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: ANSA/EPA/RITCHIE B. TONGO

    taiwan USA
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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