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La madre: “disgustoso, non abbiamo diritti per i nostri figli”

I genitori di Archie Battersbee non ce l’hanno fatta: il piccolo 12enne, in coma celebrale dallo scorso 7 aprile, verrà staccato dai macchinari che lo tengono in vita.

Dopo il tentativo di ottenere consenso dalla Corte dei Diritti dell’Uomo, questa si è astenuta dall’impedire l’interruzione del trattamento di supporto vitale e tal proposito la madre, Hollie Dance, ha dichiarato di essere “assolutamente delusa” e di non avere “diritti sui nostri figli, è disgustoso“.

Archie potrebbe essere trasferito in un hospice per essere “accompagnato” alla morte.

È intervenuto sull’argomento anche il Vaticano: «Archie non è una foglia secca, è un bambino in carne ed ossa, come lo erano Charlie Gard, Alfie Evans e lo è Tafida Raqeeb, curata in Italia dopo il braccio di ferro con le autorità sanitarie londinesi. Curare non significa esclusivamente guarire, ma farsi carico: di chi sta soffrendo, di chi è debole, di chi è fragile. La vita è sacra, sempre. Eppure alcuni devono morire perché leggi, sentenze, altre persone hanno deciso che così deve essere».

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: ANSA/ANDY RAIN