ANSA/Giuseppe Lami

Il video della perquisizione del giocatore del Milan ha suscitato diverse polemiche

Per il caso del calciatore del Milan, Tiémoué Bakayoko, bloccato da un agente mentre un’altra poliziotta punta la pistola contro la sua automobile, ha suscitato diverse polemiche e ha sollevato l’intervento di Amnesty Italia, l’Organizzazione internazionale di tutela dei diritti umani.

«Le immagini del fermo di Bakayoko fanno pensare a una profilazione etnica, che significa sospettosità automatica di una persona in base a caratteristiche estetiche, in primo luogo il colore della pelle», ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia.

Quello che desta il dubbio non è il fermo tanto quanto le modalità utilizzate che, come ha denunciato Amnesty Italia, sembrano simili a quelle praticate dalla polizia americana con alcuni cittadini, sospetto rafforzato dal colore della pelle di Bakayoko.

Secondo quanto riferito, le motivazioni di tale intervento sono riconducibili a diverse segnalazioni ricevute in merito ad alcuni colpi di arma da fuoco esplosi da due persone di origine centro-africana a bordo di un Suv e, a rafforzare la questione, uno dei due indossava una maglietta verde proprio come il calciatore.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: ANSA/Giuseppe Lami