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Prescritte le accuse di Mario Bo e Fabrizio Mattei, assolto Michele Ribaudo

Per due dei tre poliziotti accusati del depistaggio delle indagini sulla strage di Via D’Amelio, dove morirono Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, hanno visto prescritte le loro accuse dal tribunale di Caltanissetta.

Si tratta di Mario Bo e Fabrizio Mattei, mentre per Michele Ribaudo è arrivata l’assoluzione.

I tre erano imputati di calunnia aggravata dall’avere favorito la mafia, ma la mancanza dell’aggravante ha determinato la prescrizione. Per la Procura gli imputati avrebbero creato i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura e Francesco Andriotta costringendoli a mentire e accusare della strage delle persone che erano invece innocenti, questo il fatto scatenante della calunnia. Grazie alle false testimonianze i veri autori del massacro sarebbero rimasti impuniti e le responsabilità dei clan mafiosi di Brancaccio e dei capi, fratelli Graviano, sarebbero così rimaste nascoste per anni. Questa sarebbe stata l’aggravante, l’aver favorito di fatto la mafia, ma il tribunale non ha reputato abbastanza forte la motivazione e ha deciso per la prescrizione del reato. L’assoluzione di Ribaudo è invece data perché “il fatto non costituisce reato“.

Le responsabilità dell’attentato mafioso emersero grazie al lavoro di indagine dei pm e le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, rendendo evidente il depistaggio. Il depistaggio non è infatti escluso con questa nuova sentenza.

I figli del giudice Borsello, Fiammetta, Lucia e Manfredi, si sono costituiti parte civile.

di: Flavia DELL’ERTOLE

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