Tetsuya Yamagami

L’attentatore ha confermato che voleva colpire l’ex premier per il suo coinvolgimento in un’associazione religiosa e di aver tentato di fabbricare anche una bomba

L’assassino di Shinzo Abe è comparso questa mattina davanti ai pm per rispondere dell’accusa di omicidio dell’ex premier nipponico e la formalizzazione del suo arresto.

Tetsuya Yamagami ha rivelato agli agenti di aver tentato di fabbricare anche una bomba, oltre ad aver realizzato artigianalmente alcune armi, una delle quali è stata poi impiegata per uccidere Abe.

Escluso il movente politico, Yamagami ha raccontato del suo disagio nei confronti di un’organizzazione religiosa alla quale sua madre avrebbe versato una “grande donazione”, lasciando così la famiglia con pesanti problemi finanziari.

L’attentatore ha quindi preso di mira l’ex primo ministro, ritenendo che l’associazione fosse a lui riconducibile, dopo un primo momento in cui aveva deciso di “attaccare un dirigente del gruppo”.

Secondo alcuni media stranieri, ma su questo manca la conferma della Polizia, potrebbe trattarsi della Chiesa dell’Unificazione fondata dal reverendo Moon in Corea del Sud che si ritiene sia stata portata anche in Giappone proprio dal nonno di Abe, Nobusuke Kishi.

L’associazione, che riporta i tratti della setta, è nota per i suoi matrimoni di massa e aveva raggiunto il suo picco di popolarità in Giappone negli anni ’80.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/JIJI PRESS