sciopero taxi ANSA/MASSIMO PERCOSSI

I tassisti manifestano contro l’articolo 10 del ddl Concorrenza

Prosegue per la seconda giornata lo sciopero nazionale di 48 ore dei taxi, indetto per protestare contro il ddl Concorrenza.

Le richieste avanzate dai tassisti riguardano in particolar modo l’articolo 10 del ddl, reo di “delegittimare il settore a favore delle multinazionali”.

Nonostante si sia detta pronta a “portare avanti il confronto per chiarire meglio e puntualizzare“, la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Teresa Bellanova su questo punto non sembra voler cedere e ha negato di voler “fare lo stralcio dell’articolo“.

Nelle fila della maggioranza la Lega si schiera invece dai tassisti e porta avanti la sua posizione “chiara e coerente da sempre“.

In una nota dei deputati della Commissione trasporti Elena Maccanti (capogruppo) ed Edoardo Rixi (responsabile dipartimento Infrastrutture), si legge ancora che “la riforma del trasporto pubblico non di linea non può essere fatta con una legge delega. Una riforma del settore è già stata avviata nel 2019 e siamo ancora in attesa che il governo emani i decreti attuativi“.

«Peraltro non si comprende perché si sia inserito questo tema nel ddl Concorrenza visto che non ce lo chiede l’Ue e non è una riforma prevista dal Pnrr – prosegue la nota del Carroccio. – Questa materia infine è fuori dalle riforme previste dal programma di governo e rischia di diventare un tema altamente divisivo».

Ieri migliaia di auto bianche hanno sfilato per il centro di Roma, passando anche sotto Palazzo Chigi dove sono state lanciate delle bottigliette di plastica.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI