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Il premier ha ascoltato le proposte del leader pentastellato e si attende un nuovo incontro fra i due

Si è concluso il fatidico incontro che ha messo faccia a faccia Giuseppe Conte, leader di un Movimento sempre più insofferente, e il premier Draghi.

«Abbiamo parlato, gli ho consegnato un documento a nome di tutta la comunità M5S che ha accumulato un forte disagio politico, io ne ho esplicitato le ragioni»: così il presidente pentastellato ai cronisti in attesa di un responso sulla crisi di Governo che, di fatto, non arriva.

«Siamo disponibili a condividere una responsabilità di Governo in modo leale e costruttivo come fatto fin qui» assicura ancora Conte, ma avverte: «occorre un forte segno di discontinuità».

«Ieri sono raddoppiati i prezzi di luce e gas e si prevede un incremento vertiginoso e incontrollabile in autunno – avvisa ancora – dobbiamo intervenire in modo straordinario, 200 euro di bonus una tantum non servono».

Fra le proposte avanzate Conte indica i nodi già in discussione da tempo, dal taglio del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori all’approvazione di un salario minimo, dal sostegno agli autonomi a un piano di rateizzazione straordinaria senza interessi e sanzioni.

Il presidente fa scudo anche sul reddito di cittadinanza, una “misura di protezione minimale” che non dovrebbe più essere messa in discussione. Infine, l’incaglio del superbonus che ha portato sull’orlo del fallimento migliaia di imprese e impedito a diverse famiglie di portare avanti i lavori.

Quanto a Draghi, il premier “si prende tempo per valutare le richieste, io stesso non mi aspettavo una risposta immediata perché le nostre richieste si basano su questioni serie“.

A proposito di un presunto strappo del Movimento, il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha dichiarato che “quando si mettono in moto processi di lacerazione, ci può essere tutta la buona volontà del mondo, ma rimettere insieme i cocci complicato. Se si stacca la spina oggi, l’esito è quantomeno incerto“, perché “è difficile fare finta di niente e presentarsi insieme davanti agli elettori avendo preso posizioni diverse rispetto al futuro e alla prosecuzione del Governo“.

di: Marianna MANCINI

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