ANSA/SOCCORSO ALPINO

Continuano le ricerche dei dispersi con i droni. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per disastro

A causa delle temperature anomale un imponente blocco di ghiaccio è crollato dalla Marmolada. Al momento sono almeno 6 i morti accertati e 9 feriti, di cui due gravi. Sarebbero 15 i dispersi, 18 le persone evacuate. Tra le vittime ci sarebbero anche le guide.

Si tratta di un bilancio provvisorio. Gli inquirenti hanno descritto la valanga come “una carneficina di corpi smembrati”.

«Un disastro inimmaginabile – hanno dichiarato gli inquirenti – una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l’identità delle vittime perché i corpi sono stati smembrati».

Le ricerche delle persone disperse continueranno tutta la notte con i droni.

Secondo le prime informazioni giunte dal Soccorso alpino il distacco si sarebbe formato nei pressi di Punta Rocca, lungo la salita che collega la valle alla vetta del monte, nel tratto compreso fra Pian dei Fiacconi e Punta Penia.

La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per disastro. Il reato ipotizzato è di disastro colposo, al momento a carico di ignoti. Si occupano delle indagini il procuratore Sandro Raimondi e la pm Antonella Nazzaro.

Il Soccorso alpino nazionale ha istituito un numero per segnalare il mancato rientro di amici e familiari: 0461-495272 . L’avviso è stato diffuso in italiano e in inglese.

È stato allestito un punto operativo a Canazei.

Proprio ieri sulla vetta della Marmolada si era registrato il record di 10 gradi di temperatura.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso il più profondo cordoglio per quanto accaduto, sottolineando la vicinanza del Governo alle famiglie delle vittime e dei feriti. In una nota diffusa da Palazzo Chigi il premier ringrazia i vigili del fuoco, il soccorso alpino e le autorità locali per il loro lavoro.

«Il ghiaccio della Marmolada – ha spiegato l’alpinista Reinhold Messner – è molto sottile e sicuramente il caldo globale ha la sua parte in questo crollo, ma la montagna è sempre pericolosa. C’è sempre il rischio della caduta di seracchi. Sotto il ghiaccio sottile si formano dei ruscelli che poi possono portare al distacco di pezzi anche grandi. Chi si trovava nella linea della caduta probabilmente non poteva sfuggire. Ma la montagna, lo ribadisco è sempre pericolosa. Molti pensano che sia facile, che non ci siano rischi, ma non è così».

di: Marianna MANCINI e Francesca LASI

FOTO: ANSA/SOCCORSO ALPINO